lunedì 23 marzo 2026


23/03/2026 16:42:52 - Manduria - Attualità

La storia kafkiana di Leonardo Melle, campione che non può cambiare squadra. La solidarietà del Comitato Regionale Puglia FCI, degli ex compagni di squadra e del mondo paralimpico

Da qualche mese, Leonardo Melle, ciclista paralimpico di valore internazionale, sta vivendo una situazione a dir poco kafkiana. Dopo anni di carriera e di successi, praticamente “non esiste”.

Ricostruiamo con lui i fatti.

Nel 2007, l’atleta, per via di un evento drammatico, si è ritrovato in una condizione di grave disabilità motoria.

«Nel 2015 ho iniziato a correre nella categoria MT1 e da allora lo sport è diventato un vero e proprio antidoto all’isolamento e all’emarginazione, un'autentica terapia alla depressione in cui altrimenti sarei caduto», ricorda dolente.

Nel 2023, Melle si è tesserato per una società della provincia di Taranto. In assenza di tecnici e personale qualificato nella gestione di atleti con disabilità, ha ottenuto il tesseramento di Rosa Assente, che già assisteva il corridore.

«Tuttavia, ho partecipato a due gare nel 2024 e appena ad una nel 2025» ricorda Leonardo.

Col nuovo anno, l'associazione non ha provveduto al tesseramento del ciclista presso la FCI, di conseguenza, ha chiesto di essere passare al Team Fuorisoglia di Francavilla Fontana. Il tutto, tenendo sempre conto che con l'art.31, comma 1 del d. lgs. 36/2001 non esiste più il cosiddetto “vincolo sportivo”.

«Il presidente della precedente società non mi ha concesso il “nulla osta”, adducendo argomenti pretestuosi come la restituzione di una divisa della società che non possiedo oppure la richiesta di un rimborso di spese non meglio precisate in Federazione», racconta turbato il ciclista.

«Non intendo cedere ad una richiesta accattona e ricattatoria ed ho attivato la procedura di “svincolo d'ufficio” al Comitato Regionale che mi ha sempre manifestato vicinanza e solidarietà», prosegue, ricordando di aver in questi giorni «ricevuto la solidarietà degli ex compagni di squadra e di tutto il mondo paralimpico italiano».

In sostanza, «la società della provincia di Taranto ha avuto un comportamento ritorsivo volto ad impedire lo svolgimento di attività agonistica federale, in violazione dei principi minimi di etica sportiva e dei doveri di lealtà, rettitudine e correttezza morale», conclude rammaricato Melle, che dichiara di aver interessato la Procura federale della FCI e l’Autorità garante dei diritti delle persone con disabilità.