«La mia proposta? Destinare a parcheggio dei dipendenti l’area retrostante il presidio ospedaliero»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato del consigliere regionale Renato Perrini. Ecco il testo.
«Si aggrava l'emergenza parcheggi all’ospedale Moscati di Taranto.
Dopo la realizzazione della pista ciclabile, pressoché inutilizzata ma che ha sottratto centinaia di posti auto, sostare nei pressi del nosocomio è diventata un’impresa titanica. Un disagio insostenibile a scapito sia del personale ospedaliero, sia dei pazienti oncologici che devono affrontare lunghi tratti a piedi, a volte anche di un chilometro, per poter accedere alla struttura e sottoporsi a terapie e visite. Serve creare una nuova area per la sosta. La realizzazione di una nuova area parcheggio è diventata un’esigenza non più rinviabile. L’impossibilità, di parcheggiare, in particolare al momento dei cambi turno, sta generando disservizi notevoli. Ne va del funzionamento dell’offerta che all’interno dell’ospedale, invece, procede a pieno regime e in maniera efficiente grazie ad una valida organizzazione sanitaria e all’abnegazione di medici e sanitari.
Una soluzione al caos parcheggi ci sarebbe e l’ho anche suggerita nel corso degli ultimi anni sia alla Regione Puglia che all’Asl di Taranto. L’idea è quella di destinare a parcheggio dei dipendenti l’area retrostante il presidio ospedaliero. Un terreno che, tuttavia, è sottoposto a vincolo paesaggistico per cui è stata chiesta al Comune di Statte la rettifica degli elaborati del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale al fine di poter eseguire gli interventi necessari alla realizzazione del parcheggio.
Non mi arrendo, vado avanti. Chiedo al governatore Antonio Decaro di intervenire per sbloccare l’iter amministrativo necessario alla realizzazione dei nuovi parcheggi, all’Asl di farsi parte attiva per giungere ad una soluzione. Nel frattempo, tornerò sul posto con il sindaco di Statte, Fabio Spada, e con l’ufficio tecnico del Comune per vagliare le procedure e garantire adeguate risposte a operatori sanitari, pazienti che già vivono un calvario e cittadini provati da annosi disagi».

