sabato 28 marzo 2026


28/03/2026 16:16:41 - Manduria - Attualità

Hanno relazionato Emanuele Franco, Ettore Tarentini e Giovanni Sammarco

 

Ecco il resoconto dell’attività di formazione e informazione che l’associazione “Plinio il Vecchio” ha tenuto nella settimana appena trascorsa.

Settimana 24 – 27 marzo

Martedì 24 marzo: prof. Emanuele Franco “Dalla parola alle immagine: lettura e profonda dei testi”

Nellaprosecuzione del cammino che porterà alla realizzazione di immagini partendo dalla lettura profonda di alcuni testi, non ci si è limitati a una mera lezione tecnica su alcuni fondamenti della fotografia, ma ha esplorato il potenziale del telefono cellulare,costantemente a disposizione di tutti noi, come moderno strumento di narrazione personale e consapevolezza visiva.

In un’epoca in cui produciamo migliaia di immagini destinate all’oblio digitale, l’obiettivo dell’incontro è stato quello di rallentare il processo creativo. I partecipanti sono stati guidati in un percorso che è partito dalla gestione della luce, si è soffermato sull’inquadratura e la composizione,per arrivare alla sfida più complessa: tradurre concetti astratti in immagini concrete. Attraverso la ricerca di "equivalenti visivi", i partecipanti hanno ricevuto alcuni spunti su come guardare la realtà quotidiana con occhi nuovi, cercando il dettaglio capace di raccontare una storia universale.

Non si tratta di avere l’ultimo modello di smartphone, ma di saper “educare lo sguardo". I presenti hannocolto come la tecnologia, spesso accusata di isolarci, possa diventare un ponte verso una comprensione più profonda degli stimoli che ci pervengono da numerose fonti.

L’iniziativa conferma la missione dell’Associazione come presidio di alfabetizzazione culturale, capace di coniugare le innovazioni del presente con il bisogno intramontabile di espressione personale.

Mercoledì 25 marzo: ing. Ettore Tarentini “Il diritto di esistere dell’Homo Sapiens al tempo dell’A.I:”

In questo decimo incontro il relatore ha presentato, e distribuito, un questionario di autovalutazione sulla consapevolezza e maturità dell’agire individuale in questa era digitale.

Il questionario, articolato in venti domane a risposta multipla, essenzialmente tende ad evidenziare, e valorizzare con un sistema di punteggio, il posizionamento individuale davanti alla tecnologia; in maniera dettagliata è stato commentato ricorrendo anche ad esempi tipo per le situazioni oggetto delle varie domande.

Si è quindi passati a delineare il macrocontesto attuale, a livello sociopolitico, in cui le profonde mutazioni indotte dall’algoritmo incidono.

A questo proposito il relatore ha introdotto e “raccontato” un personaggio tipico del contesto: Peter Thiel.

Il magnate, esponente di spicco di quella che viene definita “anima nera” della Silicon Valley, formatosi nell’ambiente conservatore dell’università di Stanford e secondo gli insegnamenti del filosofo cattolico Rene Girard, e del suo “desiderio mimetico”, e titolare del colosso della AI Palantir. I “suoi” algoritmi governano le informazioni di estesi ambiti militari e non; il Pentagono figura tra i suoi massimi clienti. Thiel, intriso di simbologie mutuate da una profonda formazione cattolica, si trasforma in “profeta di un mondo nuovo”, regno indiscusso della tecnologia.

Parafrasando il commento di Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, al recente incontro a porte chiuse di Villa Taverna a Roma con Thiel, i tecnocrati, signori degli algoritmi, creano l’illusione di una nuova religione. “La tecnologia si confonde con la teologia e l’ingegneria del software con l’ingegneria delle anime”.

Il relatore utilizza questo personaggio come chiave di ingresso al concetto, ed al mondo, della tecnocrazia. Il governo dei tecnici, di coloro che “le cose le sanno fare”, un modello di grande attualità nel panorama politico mondiale.

Mentre le democrazie tradizionali appaiono come laboratori di fragilità, come Jurgen Habermas ha ben delineato, la tentazione tecnocratica del XXI secolo propone modelli alternativi e nuove antropologie del potere.

Singapore, con la sua governance tecnocratica, la Cina, che declina una tecnocrazia autoritaria, la Russia, dove si combinano la verticalità del potere con l’uso strategico della tecnologia per propaganda e controllo, ed infine l’Iran, una teocrazia che si base su strumenti tecnocratici per il controllo del consenso.

Il relatore sottolinea infine l’unicità dello scenario americano dove si sta realizzando la saldatura tra la cultura MAGA ed il verbo tecnocratico, apparentemente ideologicamente quasi contrapposti.

Frutti di un tempo tumultuoso; il “cambio d’epoca” di Paolo Benanti scrive nuovi ed inattesi capitoli.

Venerdì 27 marzo: prof. Giovanni Sammarco “Natura e dignità dell’uomo in poesia”

L'Unità e l’indipendenza dell’Italia sono state oggetto di riflessione in questo incontro. Questo motivo politico in Manzoni è legato alla sua moralità e alla sua professione di fede cristiana. La libertà appare un fatto voluto da Dio in nome della giustizia dell’uguaglianza e della fraternità fra gli uomini. In tal modo in lui si fondono la forte esigenza religiosa e le profonde istanze del liberalismo italiano. Così Manzoni dà al suo patriottismo un significato umano ed universale. L' ode Marzo 1821 è lo specchio di questa concezione. Essa è scritta in decasillabi ed offre un ritmo ternario[19:55, 27/03/2026] Giovanni Sammarco: che evidenzia una atmosfera cadenzata e musicale. Il decasillabo è utilizzato anche per dare al messaggio in esso contenuto un tono epico lirico, forte e sublime nello stesso tempo. Il ritmo è anapestico, con due accenti deboli ed uno forte, con carattere ascendente. Il messaggio del poeta supera ogni nazionalismo egoistico, tutti i popoli hanno diritto alla loro indipendenza. La dedica è rivolta al poeta- patriota tedesco Teodoro Korner, morto nella battaglia di Lipsia nel 1813 combattendo contro l'invasore Napoleone. Manzoni immagina che l'esercito piemontese abbia già superato il fiume Ticino che allora età il confine tra Piemonte e Lombardia. La lirica è stata definita una delle più belle del nostro Risorgimento. L' azione patriottica poggia su un giuramento e questo è sacro, come da Ra è la lotteria per la liberta in tutti i tempi, perché voluta da Dio. La sua sacralità viene esaltata anche nel mondo romano con Tito Livio nella sua storia di Roma nel libro 9' cap. 1’. L’uso delle armi è legittimo quando non rimane altro mezzo per difendere la propria gente. E i Sanniti in quell' occasione non avevano altra scelta. L’Italia manzoniana deve essere “una di armi, di lingua, di altari, di memorie e di cori". L' unità non è solo territoriale ma anche spirituale. Sentimenti, ideali, tradizioni e lingua devono essere uguali per tutti. La lingua deve essere unica. Egli infatti affinò la logica dei Promessi Sposi soggiornando a Firenze libera da lombardismi e toscanismi. Ricorda ai Tedeschi/Austriaci che anche loro hanno combattuto contro Napoleone per la loro libertà aiutati da Dio quello stesso che aiutò Mosè Giaele e Teseo nelle loro gloriose azioni. Le condizioni sono favorevoli. Tutti sono raccolti intorno ad un unico vessillo, tutti sono armati degli stessi dolori. Sono giorni memorabili e colui che non parteciperà si dorrà anche per non poterlo raccontare ai propri figli.

 

Per la prossima settimana, in concomitanza con le festività Pasquali, ci sarà solo quello del 31 marzo. Gli incontri riprenderanno dopo Pasqua.

Martedì 31 marzo: prof.ssa Ilaria Marzo “Un ipocrita e la sua sedia. Storia del teatro in pochi passaggi”