Ripercussioni immediate nei campi per l’aumento dei costi di carburante, fitofarmaci e fertilizzanti. “Alla Regione chiediamo un provvedimento di sostegno e d’emergenza per la crisi delle aziende”

Prima della guerra in Iran il costo era di 90 centesimi al litro, subito passato a 1 euro e 20 centesimi dopo i primi bombardamenti, oggi a 1 euro e 67 centesimi: è questo il nuovo prezzo del gasolio agricolo che non conosce più freni e sta mettendo in ginocchio le imprese dell’agricoltura in tutta la Puglia. Un’impennata che coincide con gli ultimi 20 giorni previsti per le lavorazioni obbligatorie di contrasto alla Xylella, con un aumento dei costi che colpisce come una mannaia soprattutto il Salento, ma anche le altre zone in cui sono in vigore le misure di prevenzione e contrasto alla diffusione del batterio, provvedimento che in pratica ora tocca almeno in parte tutte le aree della Puglia. Il problema aggiuntivo, fa rilevare CIA Agricoltori Italiani Puglia, è che i fornitori – vista le difficoltà di approvvigionamento – stanno iniziando a comunicare che la distribuzione del gasolio va verso una prima forma di “razionamento”. “A Governo e Unione Europea”, dichiara Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia, “chiediamo con urgenza delle azioni per impedire che l’agricoltura debba fermarsi. Alla Regione Puglia chiediamo un provvedimento di sostegno d’emergenza per l’agricoltura, alla luce del momento di particolare difficoltà vissuto dal comparto”.
LA SITUAZIONE. CIA Agricoltori Italiani ha apprezzato l’ultimo provvedimento adottato dal Governo sul credito d’imposta, una misura attuata proprio su pressante e decisa richiesta dell’organizzazione, “ma il problema”, aggiunge Sicolo, “è che quella misura viene rapidamente vanificata dai continui e cospicui aumenti che il prezzo del gasolio sta registrando giorno per giorno. Siamo alla follia”.
IL QUADRO REGIONALE. Gli agricoltori stanno vivendo un incubo vero e proprio. Dall’estremo nord della regione alla punta più a Sud della Puglia, l’emergenza maltempo, con frane, allagamenti e colture finite sott’acqua si è lentamente attenuata solo negli ultimi due giorni. In tutta la parte settentrionale della provincia di Foggia, centinaia di ettari di terreni agricoli sono ancora allagati e molte aziende agricole, soprattutto sui Monti Dauni, sono isolate a causa di strade interrotte, fango e detriti. I danni alle colture sono stati riscontrati anche nel Brindisino, in provincia di Taranto, nei territori dell’Area Metropolitana di Bari, nella BAT, e conseguenze pesanti le hanno subite le zone del Salento battute anche nelle scorse settimane da vento forte e grandine.
L’ESPOSTO. Lo scorso 21 marzo, CIA Puglia ha presentato un esposto al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari per denunciare le evidenti manovre speculative alla base dell’impennata dei prezzi di gasolio, materie prime e fertilizzanti. “Tra i campi e il carrello della spesa, chi continua a pagare prezzi altissimi a questa situazione totalmente folle sono gli agricoltori e i consumatori”, denuncia il presidente Sicolo. “Le imprese agricole continuano a produrre con enormi sacrifici, indebitandosi, e vedendo sempre più eroso il proprio reddito, mentre i costi di produzione raggiungono vette insostenibili e i consumatori, davanti ai prezzi proibitivi dei prodotti nei supermercati, sono costretti a risparmiare anche su alimentari e beni di prima necessità. La situazione sta per arrivare a un punto di non ritorno. È necessario agire subito”, ha concluso Sicolo.

