martedì 21 aprile 2026


15/04/2026 07:41:00 - Puglia - Attualità

L’export del vino pugliese ha raggiunto 242 milioni di euro nel 2025, praticamente il doppio rispetto a dieci anni fa

Alla Puglia del vino non basta più crescere: ora deve strutturarsi per tenere stretto il valore che sta conquistando. È questo il messaggio emerso a Vinitaly, nel confronto promosso da Coldiretti Puglia.
Numeri alla mano, l’export del vino pugliese ha raggiunto 242 milioni di euro nel 2025, praticamente il doppio rispetto a dieci anni fa. Un segnale forte: la regione non solo resiste in un mercato globale rallentato, ma continua a guadagnare terreno fuori dai confini nazionali.
Dentro la filiera però il cambiamento è ancora più profondo. Oggi la produzione è fatta per circa il 31% da vini DOP e per il 64% da IGP: tanta base produttiva, ma ancora spazio per salire di qualità e valore aggiunto. In parallelo, restano centrali i rossi e rosati (61,6%), mentre i bianchi crescono (38,4%) seguendo nuovi consumi più freschi e flessibili.
Il punto vero è che anche i consumi stanno cambiando pelle: meno frequenza quotidiana, più consumo “da occasione”. Non è una crisi del vino, è un cambio di abitudini, soprattutto tra i più giovani.
Per questo la sfida ora è chiara: strumenti aggiornati, come un catasto vitivinicolo moderno, politiche sulle rese e un ruolo più forte dei consorzi. Crescere non basta più: bisogna trasformare quella crescita in valore stabile e riconoscibile.