«La finale non è andata come sperato. Ma anche le sconfitte possono insegnare qualcosa. E fanno parte del calcio e della vita. Perché si può cadere, ma poi ci si rialza sempre. E si torna più forti di prima»

Riceviamo, e pubblichiamo, la lettera aperta indirizzata al sodalizio calcistico Città di Avetrana da un tifoso speciale: Claudio Rimoli. Ecco il testo.
«A cosa stai pensando, Claudio?
Comincio questo mio scritto, in versione social, come se scrivessi su Facebook. E voglio dedicarlo alla squadra Asd Città di Avetrana, che in questa stagione ho seguito nell’insolita e nell’inedita veste di socio sostenitore. Per questo, vi ringrazio.
Per me, è stato molto bello durante l’annata riempire i miei profili di post che parlavano di voi e del vostro percorso sportivo in campionato. In qualche modo, è come se io fossi stato presente accanto ai calciatori, alla dirigenza, al mister e a tutto lo staff. Mi avete dato la possibilità di poter parlare di calcio, che è lo sport che amo da tutta la vita e che seguo da sempre. Questo mi ha riempito il cuore di gioia, mi sono sentito un avetranese anch’io. Pur non essendolo. Da sostenitore esterno, quello che mi ha colpito maggiormente è la passione dei tifosi nei vostri confronti.
La finale non è andata come sperato, ma non sarà certamente una partita persa ad intaccare tutto quello che di positivo avete fatto quest’anno. Certo, vincere fa bene ed è bellissimo, ma anche le sconfitte possono insegnare qualcosa. E fanno parte del calcio e della vita. Perché si può cadere, ma poi ci si rialza sempre. E si torna più forti di prima. Ed io, sono convinto che il vostro futuro continuerà ad essere ancora luminoso. Dove c’è passione, amore, serietà, competenza, non può che essere così.
Forza Avetrana.
Con affetto,
Claudio Rimoli.

