«Avremmo voluto anche ricevere più sostegno, da parte di tutti. O almeno, nessun giudizio a prescindere negativo, nessun pregiudizio»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato del presidente del Football Club Manduria Tommaso Greco. Ecco il testo.
«Al termine di una stagione intensa, fatta di sacrifici, emozioni e risultati importanti, è arrivato il momento delle analisi, dei ringraziamenti e delle riflessioni in casa Football Club Manduria.
Sono trascorsi alcuni giorni dalla storica vittoria della Coppa Puglia, giorno che ha visto anche la conclusione di tutte le attività agonistiche, di questa stagione sportiva, da parte della nostra società, e sento il dovere di rivolgermi a tutti coloro che ci sono stati vicini, per ringraziarvi del vostro generoso e incessante sostegno, garantito in questi primi dieci mesi di attività.
Abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissati e siamo tutti profondamente orgogliosi di quanto fatto, in pochissimo tempo, avendo allestito un organico in grado di vincere, affidato a un tecnico giovane e talentuoso, e avendo predisposto ogni aspetto organizzativo e gestionale nel senso più favorevole alle esigenze del gruppo, messo sempre nelle condizioni di esprimere al meglio le sue potenzialità.
La vittoria del campionato e della Coppa, di tutto quello che potevamo vincere, di tutto quello che c’era a disposizione, sono le vittorie di una squadra che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo per tutto l’anno, e che ha dimostrato valori umani, e non, giganteschi.
Sono le vittorie di una società sana ed affiatata, nonchè di uno staff tecnico maniacale e che vive per il calcio. Sono le vittorie del gruppo, quel gruppo di amici con il quale è impossibile non stare bene, e che sono diventati una seconda famiglia.
Sono le vittorie del cuore, del merito, frutto di un percorso incredibile, lungo e faticoso.
Ma soprattutto sono le vittorie di tutte le persone invisibili, che sono state indispensabili per raggiungere certi traguardi. Persone che non sono in prima linea, che non fanno interviste o foto, ma che sono state il vero motore pulsante di queste vittorie.
E’ soprattutto la loro vittoria.
E’ la vittoria anche di quei pochi, ahimè, tifosi e simpatizzanti, che ci hanno seguito tutto l’anno. Per noi questo progetto è nato solo con l’unico intento di diventare un acceleratore di inclusione sociale, per cercare di contribuire a creare legami tra persone di diverse culture, etnie, religioni, generi, classi sociali, in una città purtroppo già tanto divisa e divisiva, che avrebbe sicuramente bisogno di essere più unita, più solidale ed orgogliosa, di ogni nuovo progetto o attività, abbattendo le barriere e gli stereotipi che spesso generano emarginazione e conflitto.
Lo stesso conflitto che purtroppo abbiamo subito, senza motivazione alcuna, in diverse occasioni.
E’ la vittoria anche di tutta quella gente che non ha compreso il nostro progetto, che lo ha giudicato a prescindere.
Noi abbiamo portato in alto, in gloria, attraverso lo sport, il nome di Manduria, a prescindere dalle denominazioni sociali, rispettando tutto e tutti. E’ anche la vittoria di quella gente che purtroppo solo in maniera occasionale, nelle partite delle grandi occasioni, si è avvicinata a noi.
Avremmo voluto unire di più, abbiamo fatto tutto quello che potevamo, forse anche di più.
Avremmo voluto anche ricevere più sostegno, da parte di tutti. O almeno, nessun giudizio a prescindere negativo, nessun pregiudizio.
Tuttavia, tutto questo, da solo, non basta per sostenere una realtà sportiva che vuole affrontare da protagonista campionati importanti e ambiziosi.
Ciò che fa più male è stato vedere persone della nostra stessa comunità, sperare nelle nostre sconfitte, nelle sconfitte della squadra di calcio che porta il nome del proprio paese.
Questo è qualcosa che deve far riflettere tutti. Queste sono le mie riflessioni, lucide, concrete, serene, reali, tangibili. Adesso, però, vorrei sapere le vostre. Vorrei sapere i vostri pensieri, vorrei condividerli ed analizzarli, con tutti voi. Al fine, soprattutto, di valutare ogni possibile soluzione e comprendere se esistano veramente le condizioni per dare continuità a questo nuovo modo di fare calcio, qui a Manduria.
Queste vostre riflessioni, sarebbe bello, condividerle in una riunione pubblica, aperta a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di questo progetto sportivo, vivendo insieme un momento di confronto e condivisione, finalizzato a raccogliere disponibilità, idee e proposte concrete, nonché a programmare e pianificare eventuali percorsi futuri nell'interesse della comunità, consapevoli del fatto che nessuno potrà cancellare quanto costruito in questi mesi con impegno, sacrificio e amore per i colori della nostra città.
I risultati ottenuti, le emozioni vissute e il percorso compiuto, a prescindere da ogni evoluzione, resteranno patrimonio di un'intera comunità e motivo di orgoglio per tutti coloro che hanno contribuito a scrivere questa importante pagina di storia sportiva».
Tommaso Greco

