venerdì 05 giugno 2026


05/06/2026 16:04:23 - Provincia di Taranto - Attualità

Mele si rivolge al sindaco di Lecce e a quello di Taranto: «Non si tratta di una scelta libera, ma di una necessità dettata dall’attuale distribuzione dell’offerta universitaria. E qui nasce il problema più ampio: la disuguaglianza territoriale nell’accesso alla formazione universitaria»

Riceviamo, e pubblichiamo, la lettera aperta che il consigliere comunale Francesco Mele invia al sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone e al sindaco di Taranto Piero Bitetti. Ecco il testo.
«Scrivo questa lettera aperta come padre, come consigliere comunale di Lizzano e come cittadino della provincia di Taranto, per condividere una riflessione che riguarda molte famiglie del nostro territorio.
Tra poche settimane mia figlia conseguirà la laurea presso l’Università del Salento. È un traguardo importante, raggiunto con anni di sacrifici, studio e impegno da parte sua e di tutta la famiglia.
Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla città di Lecce e al suo sistema universitario: le mie figlie, pur affrontando ogni giorno il pendolarismo da Lizzano, hanno trovato un ambiente formativo di qualità, accogliente e capace di offrire opportunità reali di crescita personale e professionale.
Tuttavia, proprio nel momento in cui si guarda al futuro, emerge una difficoltà concreta.
Per proseguire gli studi con una laurea magistrale in Pedagogia, mia figlia sarà costretta a spostarsi verso Bari, poiché tale percorso non è disponibile sul nostro territorio. Non si tratta di una scelta libera, ma di una necessità dettata dall’attuale distribuzione dell’offerta universitaria.
E qui nasce il problema più ampio: la disuguaglianza territoriale nell’accesso alla formazione universitaria.
Bari rappresenta oggi un polo universitario completo e strutturato, con un’ampia gamma di corsi di laurea magistrale, percorsi specialistici e opportunità di alta formazione. Taranto, invece, pur essendo una città importante e capoluogo di provincia, continua a soffrire una carenza significativa di offerta universitaria avanzata.
Le conseguenze ricadono sulle famiglie.
Dietro ogni studente pendolare ci sono sacrifici quotidiani: sveglie all’alba, ore di viaggio, rientri serali, coincidenze difficili e costi sempre più elevati. Ci sono genitori che, spesso con un solo reddito, fanno fatica a sostenere trasporti, tasse universitarie e spese per garantire ai propri figli il diritto allo studio.
Non tutti possono permettersi un alloggio fuori sede. Non tutti possono sostenere anni di vita lontano da casa. Eppure tutti i giovani dovrebbero avere le stesse opportunità, indipendentemente dal comune in cui nascono.
Il diritto allo studio non può dipendere dalla geografia.
Per questo motivo questa non è soltanto la storia di mia figlia, ma la storia di tante famiglie della provincia di Taranto che ogni giorno affrontano sacrifici silenziosi per garantire un futuro ai propri figli.
Serve una riflessione seria e concreta sul futuro universitario del territorio ionico: più corsi di laurea magistrale e specialistica, maggiori investimenti nella formazione, servizi di trasporto adeguati agli studenti e politiche che riducano il divario tra aree centrali e periferiche della regione.
Investire nell’università significa investire nel futuro dei nostri giovani e dei nostri territori. Significa contrastare la fuga di cervelli e dare ai ragazzi la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costretti a lasciare la propria terra.
Con questa lettera desidero dare voce a tutte quelle famiglie che vivono ogni giorno queste difficoltà, nella speranza che il tema del diritto allo studio torni al centro del dibattito pubblico e istituzionale».

Francesco Mele
Consigliere comunale di Lizzano
Padre di due studentesse universitarie e cittadino della provincia di Taranto