martedì 16 giugno 2026


16/06/2026 08:54:13 - Manduria - Calcio

«Gli ultimi due anni sono stati uno stillicidio di dispiaceri. A cominciare dall’amara retrocessione della scorsa stagione per vicende extra campo, per poi proseguire, a breve distanza temporale, con la cocente delusione del mancato ripescaggio per situazioni simili ma sulle cui dinamiche non è mai stata fatta piena chiarezza»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento di un gruppo di tifosi biancoverdi. Ecco il testo.

«Il tempo delle favole e delle chiacchiere è finito. Siamo stanchi.

Stanchi di assistere all’agonia del nostro Manduria.

Stanchi di promesse disattese, di amarezze e delusioni. In questi ultimi anni ne abbiamo patite davvero tante.

Stanchi di una gestione dissennata mai partecipata.

Stanchi di una conduzione dispotica che mai, e ribadiamo mai, ha accettato il confronto con la tifoseria.

Quella rappresentata da gente normale, come noi, accomunata da uno sconfinato, viscerale e incondizionato amore per i colori biancoverdi. Una passione che viene da lontano e affonda le sue radici nella notte dei tempi, tramandata di generazione in generazione e non effimera, una sorta di capriccio personale, come appare essere quella di chi sta allontanandoci, sempre più, da quella che per noi manduriani è una vera e propria istituzione, uno stile di vita, uno stato d’animo.

Tante, troppe le sofferenze patite in questi anni. Molti di noi sono degli irriducibili, ultimi ad arrendersi ad un destino che appare segnato. Abbiamo creduto che qualcosa potesse cambiare, sarebbe meglio dire che ci siamo illusi. Perché nulla è mutato, anzi si, ma in peggio.

Gli ultimi due anni sono stati uno stillicidio di dispiaceri. A cominciare dall’amara retrocessione della scorsa stagione per vicende extra campo, per poi proseguire, a breve distanza temporale, con la cocente delusione del mancato ripescaggio per situazioni simili ma sulle cui dinamiche non è mai stata fatta piena chiarezza.

La trasparenza è stata la grande assente in questa gestione, in realtà anche della precedente della quale sembra essere la naturale prosecuzione, nell’accezione più negativa possibile.

Nell’ultimo campionato la storia si è ripetuta e un’ennesima penalizzazione, per le solite ragioni, ci è costata i playoff. Lo straordinario pubblico che tutti ci invidiavano non c’è più. Allontanato da un clima pesante posto in essere da chi non c’entra nulla con la nostra storia e non ha mai avuto l’umiltà di accettare, facendone magari tesoro, la minima, benché legittima, critica.

Noi andiamo al “Dimitri” e ovunque giochi il nostro Manduria con le famiglie e con spirito d’unione, non per essere offesi e per mettere a repentaglio la nostra incolumità. Mai avremmo pensato di giungere ad un traguardo tanto atteso ed importante qual è il centenario della nostra gloriosa Matricola 100 così divisi e dilaniati. Che festa potrà mai essere? All’insegna della tristezza e della mestizia.

Il tifoso vive di ambizioni e anche di sogni, e noi, in considerazione di quanto esposto, non vediamo alcuna prospettiva in tal senso. Questa società continua a dimostrare di essere senza alcuna visione. Ricordiamo a chi ne regge le sorti, pro tempore, che la squadra di una città è patrimonio comune e non un giocattolo personale per soddisfare le proprie ambizioni. Impiegare risorse non significa non dover coinvolgere i sostenitori che rappresentano la vera linfa di una squadra.

Invitiamo, pertanto, l’attuale dirigenza a compiere un atto di responsabilità e di vero amore per i colori biancoverdi. Vi ringraziamo per l’impegno profuso ma ora fate un passo indietro e consegnate il titolo nelle mani del sindaco, come avviene normalmente in queste circostanze, a tutte le latitudini.

Confidiamo nella saggezza e nella diplomazia del dott. Domenico Sammarco che sicuramente saprà far meglio del suo predecessore che questo avrebbe dovuto chiedere, ed ottenere, dalla precedente gestione che in quanto a dissennatezza e conduzione discutibile non è stata meno nociva.

Se nulla dovesse accadere in tal direzione annunciamo, sin da ora, che la nostra protesta civile ma intransigente si concretizzerà nella diserzione assoluta di tutte le partite, senza alcuna eccezione.

Sempre forza Manduria».