mercoledì 08 luglio 2026


08/07/2026 17:09:19 - Salento - Cronaca

Dopo gli interventi di Cannole e Cutrofiano, un nuovo arresto in flagranza a Martignano: sventato l’ennesimo raggiro costruito sulla paura di perdere un familiare

Ancora una volta, la tempestività dell'intervento e la capillare presenza sul territorio hanno fatto la differenza. Dopo i recenti arresti eseguiti a Cannole e Cutrofiano, che avevano consentito ai Carabinieri di assicurare alla giustizia quattro presunti responsabili di truffe aggravate ai danni di persone anziane, l'Arma mette a segno un nuovo importante risultato operativo. Con quello eseguito ieri mattina a Martignano, salgono a cinque gli arresti in flagranza effettuati in pochi giorni nell'ambito del contrasto a un fenomeno criminale tanto diffuso quanto odioso.

Le truffe agli anziani rappresentano una delle forme più subdole di criminalità predatoria. Non colpiscono soltanto il patrimonio delle vittime, ma fanno leva sui sentimenti più profondi: l'amore per i propri figli, la paura di conseguenze giudiziarie, l'urgenza di prestare aiuto a un familiare.

Uno schema criminale ormai consolidato, che gli autori modificano nei dettagli ma che mantiene sempre lo stesso obiettivo: sfruttare la vulnerabilità emotiva delle persone più fragili.

È proprio questo il copione andato in scena nella tarda mattinata di ieri a Martignano.

Un'anziana di 89 anni ha ricevuto la telefonata di un uomo che, qualificandosi falsamente come un "Carabiniere della Stazione di Calimera", le ha riferito che il figlio era rimasto coinvolto in un grave incidente stradale nel quale una donna incinta aveva riportato serie conseguenze. Per evitare l'arresto del familiare, la vittima avrebbe dovuto consegnare con urgenza la somma di 3.550 euro a un sedicente avvocato che di lì a poco si sarebbe presentato presso la sua abitazione.

Convinta della veridicità della storia e sopraffatta dall'angoscia per le sorti del figlio, la donna ha raccolto il denaro richiesto.

Poco dopo, il giovane si è presentato presso l'abitazione per ritirare la somma. Ma proprio mentre stava per allontanarsi è sopraggiunto il figlio dell'anziana, insospettito dopo essere stato avvertito dai vicini di casa della presenza di uno sconosciuto nell'abitazione della madre.

Messo alle strette, il diciannovenne ha abbandonato il denaro sul tavolo della cucina e nel tentativo di guadagnarsi la fuga, ha strattonato e spinto a terra il figlio dell'anziana, provocandogli lesioni alla zona lombare giudicate guaribili in pochi giorni dai sanitari dell’ospedale "Vito Fazzi" di Lecce.

La fuga è però durata pochi istanti. Inseguito inizialmente da alcuni cittadini presenti in zona, il giovane è stato rapidamente raggiunto e bloccato dai militari della Stazione Carabinieri di Calimera, impegnati in un servizio di pattuglia sul territorio. Un intervento immediato che ha consentito di interrompere definitivamente l'azione delittuosa e di arrestare in flagranza il presunto responsabile.

Al termine delle formalità di rito, il diciannovenne è stato condotto presso la casa circondariale di Lecce "Borgo San Nicola", come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce, che coordina le indagini.

L'episodio di Martignano conferma, ancora una volta, come il contrasto alle truffe agli anziani rappresenti una priorità assoluta per l'Arma dei Carabinieri. La presenza costante delle pattuglie, la rapidità degli interventi, la conoscenza delle modalità operative adottate dalle organizzazioni criminali e la stretta collaborazione con i cittadini costituiscono gli strumenti più efficaci per prevenire e reprimere questo fenomeno.

Particolarmente significativo, in questa circostanza, è stato anche il senso civico dimostrato dai vicini di casa dell'anziana, il cui tempestivo allarme ha consentito al figlio della donna di intervenire e ai Carabinieri di chiudere rapidamente il cerchio attorno al presunto autore della truffa.

L'Arma rinnova l'appello a non fidarsi mai di telefonate che prospettano incidenti, arresti o improvvise richieste di denaro da consegnare a sedicenti avvocati, appartenenti alle forze dell’ordine o altri incaricati. Nessun Carabiniere, nessun magistrato e nessun avvocato incaricato dall’autorità chiederà mai denaro o gioielli per evitare arresti o risolvere vicende giudiziarie.

Segnalare immediatamente situazioni sospette al Numero Unico di Emergenza 112 significa proteggere sé stessi e l'intera comunità. Anche grazie a questa collaborazione tra cittadini e istituzioni, l'Arma continua a ottenere risultati concreti, restituendo sicurezza alle persone più vulnerabili e riaffermando quotidianamente la propria vicinanza al territorio.