martedì 14 luglio 2026


13/07/2026 17:07:20 - Manduria - Attualità

«Il vino, che utilizzo per i miei acquerelli, è un elemento vivo e io volevo che i miei dipinti fossero vivi e che avessero un’anima e quest’anima la può dare soltanto un elemento naturale, che è appunto il vino»

L’artista manduriana Enza Fanuli fra le nove personalità che riceveranno il riconoscimento “Premio MCL Torricella Terra d’Amare”.

Un riconoscimento che ha celebrato ieri sera 9 personalità che, in ambiti diversi, si sono distinte per impegno professionale, valore civile e attenzione al bene comune.

Il premio, giunto alla sua V edizione, nasce per rendere omaggio a donne e uomini che, attraverso il proprio lavoro, hanno saputo lasciare un segno nella comunità. Non solo riconoscimenti alla carriera, dunque, ma un tributo a chi rappresenta valori come legalità, sicurezza, giustizia, tutela del territorio, servizio alle istituzioni, arte e capacità di creare momenti di condivisione.

Enza Fanuli è stata premiata dalla presidente del circolo MCL di Torricella Grazia Pignatelli e dall’imprenditore vitivinicolo torricellese Michele Schifone.

«Prima di arrivare al vino, ho utilizzato un po' di tecniche: sono passata dalla matita all’olio. Ho sperimentato tutte le tecniche pittoriche» ha spiegato Enza Fanuli sul palco della premiazione. «Poi mi sono innamorata degli acquerelli perché il fluire dell’acqua sulla carta e poi tutte le venature che lasciano li rendono meravigliosi.

Ho continuato con gli acquerelli. Poi volevo dare un’identità, un’anima a questi acquerelli. Un’anima che doveva comunque essere del territorio. E quindi il vino. E’ stata un’intuizione. Utilizzo il vino, insieme agli inchiostri, alle matite e così è venuto fuori qualcosa di unico e speciale.

Il vino è un elemento vivo e io volevo che i miei dipinti fossero vivi e che avessero un’anima e quest’anima la può dare soltanto un elemento naturale, che è appunto il vino.

Poi il vino cambia, si trasforma e quindi lascia dei segni indelebili e questi segni sono come le emozioni.

Faccio anche i concentrati: il vino viene messo in una padellina a scaldare, quindi evapora l’alcool, evapora l’acqua e ottengo così il colore e con il colore creo le varie sfumature, per quelle che sono le esigenze mentre dipingo.

Il vino può essere il francobollo dei miei dipinti, perché un giorno, viaggiando, porteranno con sé un qualcosa del territorio».