venerdì 17 luglio 2026


17/07/2026 17:45:25 - Avetrana - Politica

«Il circo delle regole truccate»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento dell’ex presidente del Consiglio comunale di Avetrana Pippi Todisco. Ecco il testo.

«C’è un filo rosso, sottile ma resistentissimo, che unisce la perenne riscrittura delle regole democratiche alle accorate suppliche di clemenza istituzionale.

È il filo dell’allergia alle regole, un’orticaria cronica che colpisce una precisa parte politica proprio mentre indossa la divisa d'ordinanza della "legge e dell'ordine".

Prendiamo il caso della grazia invocata a gran voce per Mario Roggero, il gioielliere condannato per l'uccisione di due rapinatori.

Da anni la destra nostrana si riempie la bocca di parole sacre come "sicurezza" e "legalità", trasformando ogni decreto in una grancassa di nuovi reati e pene esemplari.

Eppure, davanti a una sentenza definitiva della magistratura, la retorica del "rispetto della legge" si scioglie come neve al sole.

La legalità, si scopre, è un abito sartoriale: stringe sui nemici, ma deve essere comodamente elastico per gli amici. Se lo Stato condanna, allora lo Stato sbaglia e serve il colpo di spugna sovrano.

Poco importa se per ottenerlo il ministro Nordio si esibisce in una clamorosa sgrammaticatura istituzionale, meritandosi un'inevitabile tirata d'orecchie da Mattarella, costretto a ricordargli che la grazia è una prerogativa del Quirinale e non un gadget elettorale.

Questa stessa allergia al principio di responsabilità si riflette, con geometrica potenza, nel dibattito attualissimo sulla legge elettorale. I sistemi di voto vengono plasmati non per garantire la governabilità o la rappresentanza dei cittadini, ma per proteggere lo status quo delle nomenclature di partito. Qui lo spettacolo consiste nel cambiare il copione a pochi minuti dal debutto o nel modificare l'altezza del trapezio mentre l'acrobata è già in volo, ridisegnando sbarramenti e confini a ridosso delle urne per blindare i soliti noti tramite l'intramontabile listino bloccato.

Il meccanismo è identico: aggirare il merito e la selezione naturale della democrazia. Se non sei un furbetto di professione, possibilmente con almeno qualche condanna o un rinvio a giudizio nel curriculum, oggi non sei considerato degno nemmeno di entrare nel consiglio comunale di Morterone, il comune più piccolo d'Italia. Il rigore morale è diventato un handicap; il cinismo tattico, il vero titolo di studio.

Queste due pagine di "cronica" attualità svelano una patologia profonda. La politica, che per sua natura, dovrebbe essere una disciplina seria, complessa e alta, richiede lo sforzo di tradurre i bisogni della comunità in visioni di lungo periodo, rispettando le istituzioni anche quando le loro decisioni non convergono con il proprio tornaconto elettorale.

Invece, assistiamo alla sua definitiva mutazione in tre succursali degradate: un ufficio di collocamento per fedelissimi privi di competenze, un bancomat per gli appetiti delle fazioni locali e, infine, un triste circo di periferia per artisti in declino, dove chi urla più forte ottiene il plauso del pubblico.

Finché la legge, sia essa penale o elettorale, verrà trattata come un fastidioso ostacolo da aggirare, la politica rimarrà questa messinscena. Un teatro in cui si invoca la giustizia a giorni alterni, preferendo la scorciatoia della "grazia" al faticoso dovere della serietà».

 

Pippi Todisco