L’assemblea è promossa dal gruppo Onda del Futuro, composto da Genitori Tarantini, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Terra Jonica, Tracce, Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, LMO - Lavoratori Metalmeccanici Organizzati.

Questa sera, a partire dalle ore 19, nel parco Massimo Battista (già parco delle Mura Greche), si terrà l’assemblea cittadina promossa dal gruppo Onda del Futuro, composto da: Genitori Tarantini, Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, Terra Jonica, Tracce, Coordinamento Cittadino di Lido Azzurro, LMO - Lavoratori Metalmeccanici Organizzati.
«L’incontro nasce con un obiettivo preciso: andare oltre ciò che Taranto non vuole più e cominciare a costruire insieme proposte concrete su ciò che questo territorio vuole diventare» è riportato in un comunicato del gruppo Onda del Futuro.
«Tra i contributi dai quali partirà il confronto ci sarà il Piano per Taranto elaborato da LMO, che affronta uno dei nodi centrali della trasformazione: garantire diritti, lavoro e reddito ai lavoratori.
Il Piano prevede, tra le diverse misure, la tutela occupazionale per quanti vorranno essere impiegati nelle attività di smantellamento degli impianti, decontaminazione e bonifica, insieme alla tutela dei redditi e a strumenti di accompagnamento all’uscita dalla fabbrica attraverso la Legge sull’Amianto, il riconoscimento dei lavori usuranti, prepensionamenti, ammortizzatori sociali e risarcimento del danno subito.
Ma la tutela dei lavoratori deve procedere insieme alla costruzione delle alternative, per questo il confronto si allargherà al futuro complessivo del territorio: quale lavoro vogliamo costruire?
Quali economie?
Quale rapporto vogliamo recuperare con il mare, l’ambiente e le aree da bonificare?
Quali opportunità vogliamo creare per i giovani?
Quale sistema sanitario deve essere garantito a una città che ha pagato per decenni un prezzo altissimo in termini di salute?
Quale ruolo possono avere università, ricerca e formazione?
Quale spazio vogliamo restituire alla cultura, allo sport, ai bambini, ai giovani e agli anziani?
Non sarà questo il luogo in cui discutere di decarbonizzazione o di altri progetti industriali malsani ed impattanti.
Si parlerà, invece, di lavoro sostenibile, salute, ricerca e formazione, università, attività produttive diversificate, turismo, cultura, sport, rigenerazione del territorio e valorizzazione delle competenze presenti nella città.
Anche i Giochi del Mediterraneo rappresentano un’occasione per ragionare su come investimenti, sport, servizi, accoglienza e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico possano generare opportunità capaci di andare oltre la durata dell’evento.
Non si parte da una pagina bianca: in questi anni associazioni, comitati, lavoratori, cittadini e diverse realtà del territorio hanno costruito esperienze, approfondito problemi, elaborato studi, idee e proposte. È arrivato il momento di mettere in relazione questo patrimonio di conoscenze e competenze, arricchirlo con nuovi contributi e, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro, trasformarlo in una proposta concreta e condivisa per il futuro di Taranto. Siamo pronti.
Si discuterà, inoltre, del percorso di mobilitazione che potrà condurre, indicativamente alla metà di ottobre, a una grande manifestazione, capace di unire cittadini, lavoratori, associazioni, comitati e realtà sociali non soltanto nel rifiuto di un modello che Taranto ha già pagato troppo a lungo, ma soprattutto nella pretesa di un futuro diverso e nella capacità di avanzare le proprie proposte.
Perché non basta più indignarsi o aspettare che qualcuno decida dall’alto.
Taranto deve poter scegliere il proprio futuro. E per farlo ha bisogno delle esperienze, delle competenze e della partecipazione di tutti».
L’appuntamento è per questa sera, 20 agosto, dalle ore 19, al parco Massimo Battista.

