«Ecco cosa è aumentato e perché gli aumenti non sono uguali per tutti»

Approvate in Consiglio comunale le nuove tariffe TARI per il 2026: il sindaco Iazzi le spiega ai cittadini.
«In questi giorni le attività imprenditoriali del territorio stanno ricevendo gli avvisi TARI 2026 relativi alle utenze non domestiche. Nei prossimi giorni li riceveranno anche le famiglie.
È quindi il momento di spiegare con chiarezza come si determina la TARI, cosa è aumentato e perché gli aumenti non sono uguali per tutti.
Dal costo del servizio alla bolletta: come funziona la TARI
La prima cosa da chiarire è che il Comune non stabilisce liberamente quanto deve costare complessivamente il servizio dei rifiuti.
Per il periodo 2026-2029 si applica il nuovo Metodo Tariffario Rifiuti MTR-3, definito da ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
Sulla base di questo metodo viene predisposto il Piano Economico Finanziario (PEF), nel quale sono determinati i costi riconosciuti per l'intero servizio di gestione dei rifiuti: raccolta, trasporto, trattamento e conferimento, personale e gli altri costi previsti dalla regolazione nazionale.
Per Avetrana il PEF 2026-2029 è stato validato da AGER – Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti – con comunicazione del 28 luglio 2026.
Per il 2026 il costo complessivo risultante dal PEF registra un incremento del 7,78%, dovuto in maniera rilevante all'aumento di costi che non dipendono dalle scelte tariffarie del Comun, tra i quali il costo del personale, i maggiori costi di conferimento e trattamento dei rifiuti, l'IVA applicata ad alcuni costi di conferimento e gli adeguamenti legati agli indici inflattivi.
Un dato importante da comprendere
L'aumento del PEF del 7,78% NON significa che ogni famiglia o ogni attività debba pagare il 7,78% in più. Il PEF stabilisce infatti il costo complessivo del servizio che deve essere coperto attraverso la TARI.
Successivamente questo costo viene ripartito tra:
utenze domestiche
utenze non domestiche
e, all'interno di queste, tra le diverse categorie previste dalla normativa.
È questa ripartizione, insieme alla componente fissa e variabile della tariffa, alla superficie degli immobili, al numero dei componenti del nucleo familiare per le abitazioni e alla categoria di attività per le utenze non domestiche, a determinare concretamente quanto paga ciascun contribuente.
Per questo motivo le variazioni rispetto al 2025 non sono uguali per tutti: alcune categorie aumentano più della crescita complessiva del PEF, altre aumentano meno e altre ancora registrano una diminuzione.
Utenze domestiche
Per le famiglie, la variazione percentuale della TARI 2026 cambia in base al numero degli occupanti:
• 1 occupante: +8,71%
• 2 occupanti: +2,75%
• 3 occupanti: -0,44%
• 4 occupanti: +1,78%
• 5 occupanti: +3,10%
• 6 o più occupanti: -2,81%
Come si può vedere dai dati medi per categoria, quindi, non esiste un aumento generalizzato della TARI per le famiglie: alcune tipologie registrano un incremento, altre addirittura una riduzione.
All'interno delle utenze domestiche rientrano anche le pertinenze, come garage, cantine e locali accessori. Per queste, per effetto della nuova articolazione tariffaria, si registra un incremento di circa un terzo.
Utenze non domestiche
Diversa è la situazione delle attività commerciali e imprenditoriali.
Dall'applicazione delle nuove tariffe derivava per le utenze non domestiche un incremento medio di circa il 24%.
Anche in questo caso è importante precisare che non si tratta dell'aumento del costo complessivo del servizio, che è pari al 7,78%, ma dell'effetto prodotto dalla ripartizione del PEF tra le diverse categorie di utenza e dai relativi coefficienti tariffari.
L'intervento del sindaco e del Consiglio comunale
Proprio per evitare che l'incremento gravasse in modo importante sulle attività economiche del territorio, il Sindaco, d'intesa con i consiglieri di maggioranza, ha presentato in Consiglio Comunale un emendamento che prevede l'utilizzo di risorse del bilancio comunale per abbattere del 50% l'incremento della TARI 2026 previsto per le attività imprenditoriali.
L'emendamento è stato approvato dal Consiglio Comunale.
Questo significa che una parte dell'aumento non sarà posta a carico delle imprese, ma sarà sostenuta dal bilancio comunale, dimezzando l'impatto dell'incremento inizialmente previsto.
Trasparenza verso i cittadini
Abbiamo ritenuto doveroso spiegare questi passaggi perché parlare genericamente di “aumento della TARI” senza spiegare come nasce il PEF, come viene ripartito e come vengono determinate le singole tariffe restituisce ai cittadini una rappresentazione incompleta della realtà.
I dati sono pubblici e verificabili.
La nostra scelta è quella di comunicarli con chiarezza, distinguendo ciò che deriva dall'aumento dei costi del servizio da ciò che riguarda la successiva distribuzione di tali costi tra le diverse categorie di contribuenti, evidenziando altresì l'impatto dell'emendamento proposto dalla maggioranza sul contenimento dei maggiori costi per le attività imprenditoriali.
Un ringraziamento va al grande e crescente senso civico della nostra comunità, che anche quest'anno ha fatto registrare percentuali importanti di raccolta differenziata, confermando un livello di partecipazione che rappresenta un valore per l'intero territorio.
Cosa stiamo facendo per contenere la TARI nei prossimi anni?
La strategia di contenimento della tariffa passa soprattutto dalla riduzione dei costi complessivi del servizio e dal contrasto all’abbandono dei rifiuti e all’evasione. Migliorare la raccolta differenziata, diminuire la quantità di rifiuto indifferenziato da conferire, aumentare il recupero delle somme dovute e rendere sempre più efficiente l’organizzazione del servizio rappresentano le principali leve su cui si sta già lavorando».
Il sindaco Antonio Iazzi

