LECCE – AtFest, installazioni luminose, ma anche sonore e interattive. E poi videomapping e workshop
Installazioni luminose, ma anche sonore e interattive. E poi videomapping e workshop

Installazioni luminose, ma anche sonore e interattive. E poi videomapping e workshop! Un appuntamento che nel centro della scena internazionale dell’arte digitale pone Lecce. Veri protagonisti ATFEST - ART & TECHNOLOGY FESTIVAL, gli artisti e collettivi dall’Italia e da diversi Paesi europei, trasformando alcuni luoghi della città che hanno visto la Storia in ambienti immersivi veri e propri.
Dal 4 al 6 settembre, c’è stata un’anteprima a Palazzo Scarciglia di questa sesta edizione. Valerio Calsolaro e Chira Funiati sono stati fra gli artisti ospiti della kermesse. In attesa del festival che sarà dall’11 al 13 settembre, al convitto Palmieri. Oltre alle due menti creative già citate, ci sarà la scena dell’arte immersiva e digitale con Salento con Lab9, Eirik Brandal, RaumZeitPiraten, Studio Toer, Visualia Studio, Luminous Bees, Valerio Calsolaro e altri protagonisti internazionali.
AtFest Art & Technology è stato ideato è organizzato dalla cooperativa Arte Amica insieme a Code e Polo Biblio-museale di Lecce, che collaborano in “joint-venture” insieme ad altre realtà del territorio.
Il capoluogo salentino, per due weekend, è il punto d’incontro per artisti e collettivi dell’arte digitale e delle arti immersive. Questi provengono dall’Italia e da vari paesi d’Europa.
Da Milano c’è Lab9 e Massimo Bellai. Da Lecce, oltre a Calsolaro e Funiati, abbiamo Super Studio e ancora dall’Italia ci sono Daz (Roma), Luminous Bees (Genova). I Norvegesi Eirik Brandal, Blekksprut1. Dalla Germania Raumzeitpiraten. I Paesi Bassi con Studio Toer e da Croazia e Spagna, rispettivamente, Saša Đuračić – Visualia Studio e Spencer Moreno.
Quale il tema a guida della nuova edizione? Considerando, pertanto, il contesto globale, la tematica ha il nome evocativo di “Ecologies of difference”. Si metterà in rilevo come un ambiente nasce da differenze intrecciare fra loro. Le comunità e le reti digitali e le culture, come naturali ecosistemi, sono forti nella biodiversità di forme, idee e relazioni.
Contestualmente con il periodo, segnato da crisi ambientali, trasformazioni tecnologiche e ridefinizioni sociali profonde, la diversità si rende necessaria per immaginare futuri più aperti, di condivisione e resilienza; non è solo un valore da salvaguardare. Non è solo una manifestazione o vento artistico, atFest è uno stimolo al percorso di questi scenari continuamente in evoluzione e la digital art diviene un mezzo per indagare e per immaginare, riuscendo a rendere visibili collegamenti fra ecosistemi artificiali e naturali, fra reti digitali e biologiche, fra intelligenze umane e non. Ci saranno opere, ed esperienze proposte, che esplorano quote interdipendenze e aprono spazi in cui ci si confronta e nuove possibilità di coesistenza.
Da venerdì 11 a domenica 13 settembre, atFest entra nel vivo!
Nella museale e suggestiva cornice del Convitto Palmieri, a Lecce, i chiostri e il giardino e la chiesa di S. Francesco della Scarpa diverranno ambienti dove ecosistemi si sviluppano, son messe in relazione e dialogano con il pubblico artisti e luoghi e organizzatori. Spazi che diventano habitat che offrono inedite esperienze sempre diverse e ricche di inattese relazioni e sorprese!
Vi aspettano installazioni e progetti e opere corali di oltre 10 artisti, invitando a riflettere su diversità e integrazione come fondamentali aspetti per sviluppare ogni sistema. Sarà un’esperienza corale e immersiva (videomapping e installazioni sonore, interattive e luminose).
Esperienza, questa che mette in dialogo la natura, la tecnologia e la percezione.
Ecco i protagonisti: Luminous Bees (Genova) con “Swarm Party”, Studio Toer (Paesi Bassi) con “Firefly Field”, Blekksprut1 (Norvegia)con “Compass”, Saša Đuračić – Visualia Studio (Croazia) con “The Living Gallery”, Eirik Brandal (Norvegia) con “PulsingShapes”, Spencer Moreno (Spagna) con “Digital Overgrowth”, Super Studio (Lecce) con “Nubes Vorticosa”, Raumzeitpiraten (Germania) con “Parasights” e Lab9 (Milano) con “Trinity”.
In programma anche Paco Maddalena e i workshop incentrati sul suo sound design. Anche la robotica avrà il suo spazio, con Luminous Bees, per avvicinarsi a tecniche e linguaggi dell’arte contemporanea legata alle nuove tecnologie.
La Novità
Nel 2026, la novità si chiama atTico. In questa edizione nasce un nuovo format. Ideato dall’associazione Code, sostenuta da Banca Popolare Pugliese e Camera di Commercio di Lecce, ha l’obiettivo di accrescere divulgazione, formazione e animazione sui temi delle nuove tecnologie e arti multimediali. È come un attico, cioè uno spazio luminoso e posto in alto e difficilmente accessibile. È percepito come esclusivo e al contempo che esclude. Il progetto convoglia questo spazio con la sua luce, imprescindibile elemento della multimedialità. Trasportato su un livello di percezione fisica e mentale aperto a tutti e agevolmente frequentato.



