giovedì 17 settembre 2026


17/09/2026 10:33:17 - Manduria - Attualità

«Nella delibera n. 258 non viene indicata la specifica disposizione di legge che dovrebbe legittimare l’istituzione di questi 43 posti gratuiti e riservati»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato stampa che reca la firma del consigliere comunale Cosimo Lariccia. Ecco il testo.

«La deliberazione di Giunta n. 258 del 31 luglio 2026 ha istituito 43 stalli gratuiti riservati ai dipendenti del P.O. “Marianna Giannuzzi”, distribuiti tra via Montesana, via Mandonion e via Bianchetti.

Si tratta di stalli gratuiti contraddistinti da area gialla e destinati esclusivamente al personale ospedaliero autorizzato. Ed è proprio questo elemento a rendere ancora più evidente la necessità di chiarire quale sia il fondamento normativo della scelta e perché un beneficio di questo tipo venga riconosciuto a una specifica categoria di lavoratori.

L’art. 7 del Codice della Strada disciplina espressamente le ipotesi nelle quali possono essere riservati spazi di sosta. Tra le categorie indicate non compare, in via generale, quella delle auto private dei dipendenti ospedalieri utilizzate per raggiungere il normale turno di lavoro; il comma 4 contempla invece i veicoli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria nell’espletamento delle proprie mansioni. Nelle proprie mansioni non si fa riferimento all’auto privata. 

Eppure nella deliberazione n. 258 non viene indicata la specifica disposizione dell’art. 7 che dovrebbe legittimare l’istituzione di questi 43 posti gratuiti e riservati.

Non risulta inoltre, nelle premesse dell’atto, alcun riferimento espresso a una richiesta dell’ASL Taranto, a richieste o accordi sindacali, né a specifiche esigenze di reperibilità, urgenza sanitaria o insufficienza dei parcheggi interni poste formalmente a fondamento della decisione. 

Sul tema delle urgenze occorre evitare ogni strumentalizzazione. Per il personale effettivamente reperibile, che su chiamata deve raggiungere rapidamente il proprio posto di intervento, per garantire l’urgenza e la continuità sanitaria, all’interno del presidio esiste un’ampia area laterale con ingresso indipendente da via Montesana che può essere organizzata proprio per soddisfare queste necessità.

Una cosa è garantire l’accesso immediato a chi viene chiamato per un’emergenza. Altra cosa è garantire gratuitamente 43 posti pubblici riservati alle auto private di chi raggiunge ordinariamente il proprio posto di lavoro.

Ed è qui che emerge il problema politico più serio: la disparità di trattamento.

Se l’Amministrazione ritiene legittimo assegnare gratuitamente stalli pubblici a una categoria di lavoratori, allora deve spiegare perché lo stesso principio non dovrebbe valere per i commercianti, gli insegnanti, gli appartenenti alle forze di polizia che raggiungono il servizio con l’auto privata e altri lavoratori che affrontano quotidianamente difficoltà di parcheggio.

La Pubblica Amministrazione non può ragionare per categorie privilegiate. Può differenziare i trattamenti soltanto quando esistono una base normativa chiara, criteri oggettivi e una motivazione coerente con i principi di imparzialità e ragionevolezza.

Resta poi una domanda estremamente concreta:

se un cittadino dovesse occupare uno di questi 43 stalli gratuiti senza autorizzazione, chi dovrebbe emettere sanzione (agente di Polizia Locale o ausiliario della sosta) e quale precisa violazione del Codice della Strada gli verrebbe contestata?

L’art. 7 prevede sanzioni per la violazione degli obblighi, divieti e limitazioni adottati nell’ambito della disciplina prevista dalla norma. Proprio per questo, prima ancora di pretendere che il cittadino rispetti il divieto, occorre essere certi che la riserva dello stallo abbia un fondamento normativo preciso e un valido atto attuativo.

Prima viene la legge, poi la sanzione. Non il contrario.

Tutelare il personale sanitario è doveroso. Creare 43 parcheggi pubblici, gratuiti ed esclusivi per una sola categoria di lavoratori, senza che dall’atto emerga chiaramente la norma che lo consente, è invece una scelta che solleva interrogativi seri e che l’Amministrazione ha il dovere di chiarire».

 

Cosimo Lariccia