Archeoclub, in collaborazione con Unitre-Università delle Tre Età, sceglie di soffermarsi su un particolare aspetto del patrimonio immateriale: la tradizione, antica, ma ancora viva e praticata nei nostri paesi, che resiste rinnovandosi, delle feste in onore del Santo Patrono

Il 26 e 27 settembre si rinnova il tradizionale appuntamento dell’Archeoclub di Manduria con le Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura. L’obiettivo delle Giornate è quello di richiamare l’attenzione dei cittadini europei sul valore storico, artistico e identitario del patrimonio culturale, per promuoverne la conoscenza e la tutela. Il tema dell’edizione 2026 è “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”.
Per le Giornate di quest’anno Archeoclub collabora con Unitre-Università delle Tre Età e scelgono di soffermarsi su un particolare aspetto del patrimonio immateriale: la tradizione, antica, ma ancora viva e praticata nei nostri paesi, che resiste rinnovandosi, delle feste in onore del Santo Patrono, diffuse in ogni parte d’Italia, ma ancora particolarmente sentita dalle nostre parti. Nelle comunità agricole, generalmente, essa ha coinciso col termine dell’annata agraria, unendo all’aspetto religioso, di ringraziamento per il raccolto, quello propriamente ricreativo, dei buoni cibi, dei giochi, dei vestiti eleganti, degli incontri, nella cornice di piazze e strade adorne di luminarie. Ma oggi? Come si conserva, come viene vissuta e reinventata questa tradizione? “La Festa patronale in Puglia tra passato e presente” è appunto il tema della riflessione che abbiamo voluto dedicare a questa forma di cultura immateriale, affidandoci alla guida esperta del Professor Eugenio Imbriani, docente di Antropologia Culturale presso l’Università del Salento.
Un aspetto rilevante della festa è sempre stata la presenza nella piazza del paese della cassarmonica, maestoso chiosco in legno, sorta di palcoscenico itinerante, decorato con luminarie, destinato ad ospitare concerti bandistici. In assenza di teatri e sale da concerto, questi concerti costituivano, fino a pochi decenni fa, per gli abitanti dei centri minori, l’unica occasione per ascoltare buona musica. Si diffondeva così, anche presso i ceti popolari, la conoscenza del nostro patrimonio operistico, che in altri modi risuonava nei teatri di tutto il mondo.
E’ questa, quando tutta la musica del mondo la teniamo in tasca, una tradizione destinata a scomparire? E se fosse invece da reinventare? Ce ne parla il Musicologo Pierfrancesco Galati nella sua relazione, a integrazione della ricostruzione complessiva.
A corredo delle relazioni il chiostro degli Agostiniani ospiterà una mostra di manifesti storici di concerti bandistici in Puglia, messi gentilmente a disposizione dal dott. Galati.
Manduria, 26 settembre, chiostro degli Agostiniani, ore 19
“La Festa patronale in Puglia tra passato e presente”
Relazioni: Eugenio Imbriani, docente di Antropologia Culturale - Unisalento
Pierfrancesco Galati, musicologo
Mostra “La musica del popolo”
Sabato ore 19-21.30
Domenica ore 10-12, 19-22

