«Ora tocca alla comunità: rompiamo l’omertà e denunciamo»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato del Movimento 5 Stelle di Manduria. Ecco il testo.
«L’importante operazione condotta all’alba dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, segna un punto d’impatto fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata sul nostro territorio. A tutti gli agenti della Squadra Mobile di Taranto, del Commissariato di Manduria e ai magistrati impegnati in questa complessa inchiesta va il nostro più sentito ed inteso ringraziamento.
Quello portato avanti dalle Forze dell'Ordine e dalla Magistratura è un lavoro straordinario, rigoroso e silenzioso, che viene da lontano. Un’azione costante che dimostra come lo Stato c’è, presidia il territorio e non intende arretrare di un millimetro di fronte alla prepotenza mafiosa, all’imposizione del pizzo e al traffico di sostanze stupefacenti.
Tuttavia, l’azione giudiziaria da sola non basta se non è accompagnata da una forte reazione culturale e da un costante lavoro di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza. È questa la direzione che dobbiamo mantenere sempre alta. Lo avevamo già tracciato con forza nella passata legislatura attraverso la riqualificazione e restituzione alla comunità dei beni confiscati alla mafia e il ciclo di incontri "Legalità & Giustizia", portando a Manduria figure simbolo della lotta contro la criminalità: magistrati del calibro di Nino Di Matteo, Federico Cafiero De Raho e Francesco Mandoi, insieme a testimoni di coraggio civile e di presidio sociale come don Antonio Coluccia e Franco La Torre.
La cultura della legalità si costruisce giorno dopo giorno formando le coscienze, informando i cittadini e demolendo quel muro d’omertà di cui le mafie si nutrono. Il fenomeno criminale che attanaglia Manduria è una piaga che ci trasciniamo da troppi anni, ma non possiamo e non dobbiamo più girarci dall’altra parte.
Come forza politica e, prima ancora, come cittadini, lo diciamo con chiarezza: è il momento che sia l’intera comunità a reagire.
Rompere la cappa dell'omertà e della paura è un dovere morale che devono assumersi le istituzioni, il tessuto economico, il mondo dell'associazionismo e ogni singolo cittadino. Bisogna avere il coraggio di parlare, di denunciare, di schierarsi apertamente e senza esitazioni dalla parte dello Stato.
Manduria non appartiene ai clan, appartiene alle tante persone perbene che ogni giorno lavorano e costruiscono con onestà il futuro di questa terra. Noi saremo sempre al fianco di chi denuncia, di chi combatte l'illegalità e delle Forze dell’Ordine che rischiano la vita per restituirci la libertà. Continueremo a fare la nostra parte sul piano culturale e politico, affinché nessuno si senta mai più solo nel dire no alla mafia».

