Ecco l’omaggio dell’associazione Rilanciamo Avetrana Insieme ad Andrea Dorno: quando una vita diventa testimonianza

Giovedì prossimo, nel corso della serata di presentazione del libro “Il coraggio della solidarietà” (in programma dalle ore 18 nella sala consiliare), sarà ricordato l’esempio di Andrea Dorno.
Ecco l’omaggio dell’associazione Rilanciamo Avetrana Insieme ad Andrea Dorno: quando una vita diventa testimonianza.
“Ci sono persone che, anche quando non ci sono più, continuano a parlare.
Parlano attraverso ciò che hanno lasciato negli altri.
Attraverso un campo da basket.
Attraverso un bambino a cui hanno insegnato a giocare.
Attraverso un’amicizia.
Attraverso un gesto di solidarietà.
Attraverso una comunità che, dopo averle incontrate, non è più la stessa.
Andrea Dorno era una di queste persone.
Nato ad Avetrana, Andrea ha portato con sé il suo paese anche nella sua esperienza a Roma, dove il basket è diventato molto più di uno sport: è diventato uno strumento per costruire comunità, creare inclusione, stare accanto ai più fragili e dare ai bambini la possibilità di incontrarsi, crescere e sentirsi parte di qualcosa.
Andrea credeva che le cose potessero cambiare non soltanto con le parole, ma soprattutto con le azioni.
E quelle azioni sono rimaste.
Sono rimaste nelle persone che lo hanno conosciuto.
Sono rimaste nei suoi compagni.
Sono rimaste nei bambini a cui ha dedicato tempo ed energie.
Sono rimaste nelle iniziative nate dopo la sua scomparsa, come Dorno13 e il progetto di minibasket che continua a trasformare la memoria in futuro.
Per questo Rilanciamo Avetrana Insieme APS ha scelto di dedicare ad Andrea un riconoscimento.
Non per consegnare semplicemente una pergamena.
Ma per dire che una comunità sa riconoscere chi, con la propria vita, ha dimostrato che la solidarietà non è una parola da pronunciare nelle occasioni importanti.
È una scelta quotidiana.
È tendere una mano.
È includere chi rischia di rimanere indietro.
È dare spazio a chi non ne ha.
È mettere il proprio tempo a disposizione degli altri.
È credere che nessuno debba essere lasciato solo.
E Andrea questo lo ha fatto.
Il 1° ottobre, durante il nostro convegno “Il coraggio della solidarietà”, non parleremo soltanto di Andrea.
Ascolteremo Andrea.
Attraverso una voce che ci restituirà la sua storia, le sue passioni, il suo impegno e quel modo particolare di intendere lo sport, l’amicizia e la solidarietà.
Perché forse il modo più bello di ricordare qualcuno non è raccontare soltanto ciò che è stato.
È chiedersi che cosa di quella persona possiamo continuare a portare nel futuro.
Andrea ci ha lasciato troppo presto.
Ma ciò che ha seminato continua a crescere.
E allora quel riconoscimento sarà soprattutto un grazie.
Grazie, Andrea, per averci ricordato che si può essere forti senza lasciare indietro nessuno.
Che si può vincere senza sconfiggere gli altri.
Che si può vivere una passione trasformandola in un gesto di comunità.
Che la solidarietà, quando è vera, non finisce con chi la compie.
Resta.
Resta nelle persone.
Resta nei luoghi.
Resta nei bambini.
Resta nelle amicizie.
Resta nelle azioni di chi continua a camminare nella stessa direzione.
E resta, soprattutto, nel cuore di Avetrana.
Il 1° ottobre, insieme, proveremo ad ascoltare quella voce.
La voce di Andrea Dorno.
Perché alcune persone non smettono mai davvero di esserci.
Cambiano soltanto il modo in cui ci parlano”.


