«Come si concilia la tutela dei fondali con una scelta che punta ad aumentare la presenza di imbarcazioni proprio in quell'area»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato congiunto del consigliere comunale Dino Filoni e di Gianluca Dinoi. Ecco il testo.
«Ieri abbiamo votato contro una scelta che rischia di contraddire la strada della tutela e della rinaturalizzazione intrapresa negli anni passati.
Le Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale sono state istituite dalla Regione Puglia nel 2002 con finalità precise: conservare e recuperare le biocenosi, gli habitat, gli equilibri ecologici e i valori paesaggistici.
Negli anni successivi, durante l’Amministrazione Massaro 2005-2009, furono compiute scelte importanti nella direzione della rinaturalizzazione della Salina dei Monaci.
In quegli anni, insieme all'allora consigliera comunale Maria Grazia Cascarano, si iniziò un percorso che portò anche alla rimozione della vecchia carreggiata asfaltata della litoranea che separava la spiaggia dal bacino della salina.
Quella strada rappresentava una vera ferita nel cuore di un'area di straordinario valore naturalistico.
La sua rimozione e la restituzione di quello spazio alla fruizione pedonale e ciclabile hanno rappresentato, a nostro avviso, una scelta politica precisa: arretrare la pressione dell'uomo per restituire spazio alla natura.
Non fu una scelta contro lo sviluppo.
Fu una scelta di sviluppo diversa: valorizzare il paesaggio, la biodiversità e la fruizione lenta del territorio.
Oggi l’Oasi della Salina dei Monaci è un brand internazionale con turisti che arrivano da ogni parte del mondo.
Oggi però dobbiamo evidenziare una contraddizione politica sulla quale riteniamo necessario richiamare l'attenzione.
Da una parte la Regione Puglia stanzia circa 450mila euro per la tutela degli ecosistemi marini di Torre Colimena; dall'altra, il Consiglio comunale di Manduria approva una mozione che rilancia il percorso per un approdo turistico nella stessa baia.
Non contestiamo in alcun modo il finanziamento regionale. Al contrario, lo consideriamo un investimento importante per difendere uno dei patrimoni naturalistici più preziosi del nostro territorio.
Contestiamo invece la scelta compiuta dalla maggioranza in Consiglio comunale.
La domanda è semplice: come si concilia la tutela dei fondali con una scelta che punta ad aumentare la presenza di imbarcazioni proprio in quell'area?
Il finanziamento regionale non riguarda una generica valorizzazione ambientale.
La Regione indica tra gli obiettivi degli interventi la riduzione degli impatti sugli habitat marini, compresi quelli provocati dall'ancoraggio delle imbarcazioni, e individua le praterie di Posidonia oceanica tra gli habitat maggiormente vulnerabili.
Sono previste anche soluzioni come sistemi di ormeggio e campi boe per proteggere le aree sensibili.
Nello stesso contesto territoriale, il Consiglio comunale ha approvato la mozione relativa all'approdo di Torre Colimena, ipotizzato con ormeggi stagionali, temporanei e amovibili.
Non sosteniamo che un approdo temporaneo provocherà necessariamente un danno ambientale.
Sosteniamo qualcosa di più semplice: la sua compatibilità con un ecosistema protetto deve essere dimostrata prima di trasformare una scelta politica in un intervento concreto.
Oggi la direzione sembra cambiare
Ed è proprio questo che ci preoccupa.
La Salina dei Monaci è oggi uno dei luoghi più preziosi delle Riserve Naturali Regionali del Litorale Tarantino Orientale. È un ambiente che ospita una ricca avifauna migratoria, tra cui fenicotteri, gru e cavalieri d'Italia.
Sotto la superficie del mare esiste un altro patrimonio altrettanto importante: le praterie di Posidonia.
E mentre la Regione investe 450mila euro per proteggere questo sistema naturale e contrastare gli impatti sugli habitat marini, il Comune decide di sostenere il percorso verso un approdo.
È questo cambio di direzione che contestiamo.
In Consiglio comunale abbiamo espresso la nostra contrarietà alla mozione.
La nostra posizione non è contro il turismo nautico e non è contro lo sviluppo di Torre Colimena.
È una posizione a favore di un modello nel quale la tutela ambientale costituisca il presupposto dello sviluppo e non un elemento da verificare dopo aver deciso cosa costruire.
Se la Regione investe 450mila euro per proteggere i fondali, il Comune dovrebbe spiegare con altrettanta chiarezza come intende garantire che l'approdo sia compatibile con quegli stessi obiettivi di tutela.
Quante imbarcazioni?
Dove saranno collocati gli ormeggi?
Quale sarà il sistema di ancoraggio?
Quali garanzie saranno adottate per proteggere la Posidonia?
E soprattutto: il progetto dell'approdo è stato realmente coordinato con gli interventi di tutela finanziati dalla Regione?
Quale idea di sviluppo per Torre Colimena?
Noi crediamo che Manduria debba avere il coraggio di scegliere un modello di sviluppo capace di valorizzare il proprio patrimonio naturale senza consumarlo.
La Salina dei Monaci, le dune, il mare, la Posidonia e l'avifauna non sono ostacoli allo sviluppo.
Sono la nostra principale risorsa turistica.
Per questo non condividiamo la decisione della maggioranza.
Perchè non possiamo ignorare la contraddizione tra 450mila euro destinati a proteggere il mare di Torre Colimena e una scelta politica che punta contemporaneamente a portare nuove imbarcazioni nella stessa baia.
In passato abbiamo avuto il coraggio di togliere una strada dall'area della Salina dei Monaci per restituire spazio alla natura.
Oggi ci chiediamo se non dovremmo avere lo stesso coraggio nel progettare il futuro.
Non siamo contro lo sviluppo.
Siamo per uno sviluppo che sappia rispettare ciò che rende Torre Colimena unica.
E prima di procedere con l'approdo chiediamo che siano rese pubbliche tutte le garanzie tecniche e ambientali necessarie a dimostrare la sua piena compatibilità con questo straordinario ecosistema.
Perché Torre Colimena non è una superficie libera sulla quale collocare ciò che serve: è un patrimonio naturale che abbiamo ricevuto e che abbiamo il dovere di consegnare intatto alle generazioni future».
Dino Filoni
Gianluca Dinoi

