Quest’anno si celebrano tre ricorrenze che si intrecciano in un unico filo tricolore: il 25° anniversario della fondazione della sezione di Manduria, l’80° anniversario della fondazione dell'Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia (1946-2026) e l'VIII Edizione di “Una Rosa per Norma”

Ci sono memorie che non si depongono, si custodiscono. Norma Cossetto è una di queste.
Giovane studentessa istriana, Medaglia d'Oro al Merito Civile, strappata alla vita e all'amore per la sua terra con una violenza indicibile nell'ottobre del 1943, Norma è oggi il simbolo puro di tutte le vittime delle Foibe e dell'Esodo giuliano-dalmata. Deporre una rosa per lei non è un semplice gesto floreale: è un atto di giustizia, di restituzione, di memoria italiana.
«Quest’anno il nostro omaggio assume un significato ancora più profondo. L'A.N.S.I. sezione di Manduria, intitolata alla M.O.V.M. Mar. Ord. CC Antonio Dimitri, celebra tre ricorrenze che si intrecciano in un unico filo tricolore:
il 25° anniversario della fondazione della nostra sezione di Manduria,
l'80° anniversario della fondazione dell'Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia (1946-2026),
e l'VIII Edizione di "Una Rosa per Norma"» rende noto Vitantonio Giuliani, presidente della sezione A.N.S.I. di Manduria.
«Venticinque anni di presenza attiva, di servizio e di fedeltà ai valori dell'Onore, della Patria e della Memoria. Ottant'anni di storia di un’associazione che raccoglie l'eredità morale dei Sottufficiali d'Italia.
Per rendere ancora più tangibile il valore della memoria, durante la cerimonia di deposizione della rosa, vivremo un momento di straordinaria commozione:
sarà donata una sedia d’epoca dalla signora Immacolata Cimino; sedia del nonno Giovanni Cimino, già Cavaliere di Vittorio Veneto; valigia donata da Valentina Dinoi, simbolo dell'Esodo; restauro della sedia a cura del signor Carlo Mele con dipinto il Tricolore.
Una sedia che ha sostenuto la storia di un Cavaliere della Grande Guerra e una valigia che racchiude in sé il dolore di chi ha dovuto lasciare tutto nel 1947, per non rinunciare all'Italia. Due oggetti semplici che diventano reliquie laiche della nostra identità.
Che questa rosa rossa, deposta nel cuore del Museo Civico Cittadino di Manduria, possa continuare a parlare alle giovani generazioni.
Per non dimenticare. Per non tacere mai più».
Domenica 4 ottobre – Ore 11 - Museo Civico Cittadino di Manduria

