«Assistiamo ormai al paradosso di una compagine di maggioranza che ricorre persino alle mozioni, strumento istituzionale nato a “tutela” delle minoranze, pur di approvare le iniziative isolate dei singoli consiglieri, palesando probabilmente una spaccatura interna tale da far dubitare che riescano a parlarsi»

Riceviamo, e pubblichiamo, un comunicato del M5S di Manduria. Ecco il testo.
«Il Consiglio comunale dello scorso 29 settembre ha messo la firma in calce a una verità oramai innegabile: la maggioranza che sostiene il sindaco versa in un’evidente e irreversibile paralisi politica. Il mutismo dei consiglieri, in difficoltà nel prendere la parola per difendere le proprie azioni o per tracciare una visione sul futuro della città, ha trasformato l'aula consiliare in un teatro surreale.
Assistiamo ormai al paradosso di una compagine di maggioranza che ricorre persino alle mozioni, strumento istituzionale nato a “tutela” delle minoranze, pur di approvare le iniziative isolate dei singoli consiglieri, palesando probabilmente una spaccatura interna tale da far dubitare che riescano a parlarsi. Questa marcata carenza di pianificazione e il continuo ricorso all'improvvisazione sollevano profondi dubbi sulla linearità e sull'imparzialità dell'azione amministrativa.
Durante la seduta consiliare, in risposta all'interpellanza della nostra consigliera Fabiana Rossetti, non sono giunti chiarimenti esaurienti su quanto appare come un evidente doppio binario nel trattamento del tessuto associativo cittadino. Ci chiediamo come si giustifichi il fatto che, a fronte di realtà locali tenute a una rigorosa e trasparente rendicontazione per accedere ai contributi pubblici, si riscontrino situazioni in cui agevolazioni e benefici risultano concessi con criteri di verifica tanto elastici. Di fronte a questa apparente disparità di giudizio, il sindaco e la Giunta non hanno fornito motivazioni persuasive o trasparenti.
La stessa fuga dalle proprie responsabilità è emersa sul fronte della sosta a pagamento. Sulla vicenda dei parcheggi soppressi solo sulla carta, ma lasciati attivi nei fatti, un cortocircuito istituzionale che ha generato 40.000 euro di incasso indebito spartito tra il Comune e il gestore.
Le arrampicate sugli specchi del primo cittadino non bastano: quando l'inefficienza colpisce direttamente le tasche dei cittadini, qualsiasi giustificazione cade nel vuoto.
Sul piano dello sviluppo economico e delle infrastrutture, la superficialità si fa poi insostenibile. Per questa maggioranza, il rilancio produttivo del territorio si esaurisce in un semplicistico tratto di penna che converte la destinazione della zona PIP da "artigianale" a "commerciale", scavalcando a piè pari valutazioni urbanistiche e vincoli tecnici.
Con la stessa disarmante leggerezza si sventola il progetto del porto a Torre Colimena, forzando la mano prima ancora di aver incassato le necessarie autorizzazioni e i pareri vincolanti degli enti preposti.
A coronamento di questo quadro d'autoreferenzialità c'è infine la “farsa” della candidatura di Manduria a Capitale Italiana della Cultura 2029. Una città e un intero Consiglio comunale si sono scoperte candidate a propria insaputa, estromesse da qualsiasi condivisione sui contenuti o sulle linee guida del progetto.
Del tanto declamato “processo partecipativo” sbandierato in campagna elettorale rimangono solo polvere e slogan vuoti, soffocati dalla gestione verticistica di un sindaco palesemente in affanno.
Il Movimento 5 Stelle non rimarrà a guardare e continuerà ad agire in tutte le sedi opportune per fare chiarezza, restituendo a Manduria la trasparenza, l'equità e la dignità amministrativa che merita».

