sabato 17 ottobre 2026


16/10/2026 07:13:22 - Salento - Cronaca

La vittima convinta a consegnare i propri gioielli per evitare il carcere al figlio. la prontezza di un familiare e il coordinamento della Centrale Operativa consentono ai Carabinieri di intercettare i due presunti responsabili. Recuperata e restituita la refurtiva

Una telefonata inattesa, la notizia di un figlio finito nei guai con la giustizia e la richiesta urgente di consegnare denaro e gioielli per ottenerne la liberazione. È lo scenario costruito da due uomini che, fingendosi appartenenti all'Arma dei Carabinieri, avrebbero tentato di raggirare un'anziana residente a Lequile. Un copione purtroppo ricorrente, che questa volta si è concluso con l'arresto dei due presunti responsabili grazie alla tempestiva segnalazione dei familiari e al rapido intervento dei Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce.

L'episodio si è verificato nella serata di ieri. Secondo quanto ricostruito nell'immediatezza dai militari, l'anziana sarebbe stata contattata telefonicamente da persone che, presentandosi falsamente come Carabinieri, le avrebbero riferito che il figlio era stato arrestato. Per ottenerne la scarcerazione, le sarebbe stato spiegato, era necessario consegnare immediatamente una somma di denaro o alcuni oggetti preziosi a sedicenti colleghi che si sarebbero presentati presso la sua abitazione.

Facendo leva sull'affetto di una madre e sulla paura per le sorti del proprio figlio, i presunti truffatori sarebbero così riusciti a convincere la donna a preparare alcuni gioielli da consegnare. Una situazione di forte pressione emotiva, costruita proprio per impedire alla vittima di riflettere e verificare quanto le veniva raccontato.

A interrompere il raggiro è stato l'arrivo del nipote dell'anziana che, notata un'autovettura sospetta nei pressi dell'abitazione della nonna, ha raggiunto immediatamente la donna. La sua presenza ha indotto i due uomini ad allontanarsi precipitosamente, abbandonando nel giardino una busta contenente i preziosi appena sottratti.

Nel frattempo, la vicenda è stata segnalata al Numero Unico di Emergenza 112. Il nipote, mantenendo il contatto con la Centrale Operativa, ha fornito indicazioni sugli spostamenti dell'autovettura sospetta, consentendo ai militari di seguire l'evolversi della situazione.

Da quel momento è scattato il dispositivo di intervento dell'Arma. La Centrale Operativa del Comando Provinciale di Lecce ha immediatamente attivato e coordinato gli equipaggi della Sezione Radiomobile della Compagnia di Lecce già impegnati nei servizi di controllo del territorio, trasmettendo in tempo reale le informazioni utili all'individuazione del veicolo.

Grazie al coordinamento tra la Centrale Operativa e le pattuglie sul territorio, i Carabinieri sono riusciti a intercettare l'autovettura lungo la Tangenziale Ovest di Lecce, nei pressi dello svincolo per Surbo Scalo, procedendo all'arresto in flagranza dei due occupanti, entrambi originari della provincia di Taranto.

I gioielli, del valore complessivo stimato di circa 500 euro, sono stati recuperati e restituiti all'avente diritto.

Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati condotti presso la casa circondariale di Lecce “Borgo San Nicola”, come disposto dal PM di turno della Procura della Repubblica di Lecce che conduce le indagini.

L'episodio evidenzia ancora una volta l'importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine. La tempestività della segnalazione, unita alla capacità di coordinamento della Centrale Operativa e alla pronta risposta dei Carabinieri della Sezione Radiomobile, ha consentito di individuare e fermare in breve tempo i presunti responsabili.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce rinnova l'invito alla cittadinanza, e in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a prestare la massima attenzione a queste forme di truffa.

Il metodo utilizzato è spesso lo stesso: una telefonata allarmante, un familiare coinvolto in un presunto incidente o in una vicenda giudiziaria, la richiesta di denaro o preziosi e la promessa che qualcuno passerà a ritirarli direttamente a casa.

È fondamentale ricordare che nessun Carabiniere, appartenente alle forze dell'ordine o rappresentante dell’autorità giudiziaria chiede denaro o gioielli per evitare un arresto o ottenere la scarcerazione di una persona.

In presenza di telefonate sospette, i Carabinieri raccomandano di:

Interrompere immediatamente la conversazione, senza lasciarsi condizionare dall'urgenza o dalle minacce prospettate.

Non consegnare mai denaro, gioielli o altri oggetti di valore a sconosciuti che si presentano a casa.

Contattare direttamente il familiare che si presume coinvolto, utilizzando un numero telefonico già conosciuto.

Chiamare il 112, utilizzando preferibilmente un altro telefono o verificando che la precedente comunicazione sia effettivamente terminata.

Non aprire la porta a sconosciuti e non fornire informazioni sulla presenza di denaro o preziosi nell'abitazione.

Parlare di questi episodi con genitori e nonni, spiegando loro come riconoscere i tentativi di raggiro.

La prevenzione passa anche attraverso piccoli gesti quotidiani: una conversazione in famiglia, una telefonata di verifica, una richiesta di aiuto fatta senza esitazione.