giovedì 22 ottobre 2026


22/10/2026 10:24:24 - Manduria - Attualità

E’ il quindicesimo libro di Pietro Capogrosso, molti dei quali dedicati al calcio: la sua competenza al servizio della passione

Dal 1863 al 1945, un’opera che attraversa oltre ottant’anni di storia del calcio, tra rivoluzioni tattiche, progresso tecnico e trasformazioni sociali. Un libro che ambisce a conquistare gli appassionati e a diventare un punto di riferimento per chi vuole comprendere davvero il gioco più amato del mondo.

Ci sono libri che raccontano il calcio e libri che riescono a farlo rivivere. L’opera di Pietro Capogrosso (“Il calcio tra storia, efficienza tecnica ed evoluzione tattica”), dedicata all’evoluzione del football dal 1863 al 1945, appartiene idealmente a questa seconda categoria: un viaggio attraverso le radici, le intuizioni e le trasformazioni di uno sport che, nel corso dei decenni, ha saputo cambiare pelle senza perdere la propria anima.

A rendere particolarmente interessante questo percorso è lo sguardo di un autore che unisce la passione autentica per il pallone a una preparazione tecnica approfondita. Capogrosso si presenta come un intenditore lontano dalle ostentazioni, umile nell’approccio ma ambizioso nella capacità di interpretare il gioco. Una figura che sembra ricordare una delle verità più belle del calcio: per comprenderlo davvero, non basta conoscerne i risultati; bisogna studiarne le idee.

«Il calcio degli anni Venti e Trenta non è stato solo un gioco, ma il palcoscenico di un’Italia sospesa tra il mito della vittoria e l’abisso della dittatura» scrive l’autore Pietro Capogrosso nella quarta di copertina. «Attraverso una narrazione incalzante e rigorosa, questo saggio solleva il velo sui segreti e sui destini dei giganti del nostro pallone. Dalla genialità tattica di Carlo Carcano, travolto dai pregiudizi del suo tempo, al martirio di Arpad Weisz e Geza Kertesz, il condottiero più vincente della nostra storia, un uomo tutto d’un pezzo che seppe resistere al fascismo e alle comode conversioni del dopoguerra. Un viaggio straordinario tra spogliatoi arroventati, campi di prigionia, transatlantici e odissee ferroviarie sotto le bombe. Perché la storia, quella vera, si scrive con il sudore, con l’amore e, a volte, con una zampata all’ultimo minuto».

Il valore di un libro storico-sportivo dipende anche dalla capacità di chi scrive di rendere comprensibili fenomeni complessi senza impoverirli. In questo senso, la figura di Pietro Capogrosso rappresenta il cuore ideale dell’opera: un appassionato preparato, attento alla dimensione tecnica e consapevole che il calcio non si esaurisce nel risultato della domenica.

L’umiltà intellettuale di Pietro Capogrosso (per circa un quarantennio osservatore di varie società professionistiche: dall’Inter al Como, dal Monza al Modena alla Spal), è una qualità preziosa soprattutto in un ambito nel quale le opinioni spesso prevalgono sull’analisi. Studiare le trasformazioni del gioco richiede infatti pazienza, rigore e disponibilità a mettere in discussione convinzioni consolidate.

Un simile viaggio può inoltre offrire un'importante chiave di lettura del calcio contemporaneo. Molte idee considerate moderne affondano le radici in intuizioni elaborate decenni prima, seppure in contesti e con strumenti differenti.

Un libro, quello di Pietro Capogrosso (attualmente coordinatore del gruppo “Ex ragazzi della Spal”), che non deve assolutamente mancare nelle librerie di coloro che non si accontentano di guardare il calcio, ma desiderano comprenderlo. Un viaggio nel passato per leggere con occhi nuovi il gioco di oggi.