La partecipazione si concentra prevalentemente nella fascia centrale della vita attiva, con il 48,57% dei soggetti tra i 31 e i 45 anni. Seguono con il 22,86% sia i giovani della fascia 18-30 anni sia la fascia 46-60 anni, mentre gli over 60 si attestano al 2,86%.

Chi sono i soggetti che intendono investire nel futuro delle Terre del Primitivo? A questa domanda risponde l'indagine statistica promossa dal GAL Terre del Primitivo, che traccia un profilo dettagliato dei partecipanti al primo bando della nuova programmazione (Avviso SRE04-SRD14).
Un set di dati strutturato che offre una fotografia puntuale delle aspettative, delle competenze e dei settori economici pronti a scommettere sul territorio, in vista della chiusura della finestra per la presentazione delle istanze fissata al prossimo 3 novembre.
L’analisi dei questionari somministrati restituisce una mappa chiara delle energie imprenditoriali attivate nell'areale:
Fasce d’età: la partecipazione si concentra prevalentemente nella fascia centrale della vita attiva, con il 48,57% dei soggetti tra i 31 e i 45 anni. Seguono con il 22,86% sia i giovani della fascia 18-30 anni sia la fascia 46-60 anni, mentre gli over 60 si attestano al 2,86%.
Composizione di genere: l'indagine registra il 58,14% di presenze maschili e il 41,86% di presenze femminili.
Propensione all'impresa: il 52% dei profilati è costituito da aspiranti imprenditori intenzionati ad avviare una nuova attività, a fronte del 48% di operatori economici già attivi orientati a nuovi investimenti. Tra questi ultimi, il 64% proviene dal settore d'impresa e il 36% dalle libere professioni.
Settori di investimento indicati: A guidare le preferenze progettuali è l’Accoglienza e il turismo sostenibile (32%), seguito dalla Valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale (20%), dal Commercio (18%), dai Servizi (18%) e dall’Artigianato tipico (12%).
La raccolta di questi dati risponde a una precisa esigenza di governance: non un semplice esercizio di monitoraggio, ma uno strumento per misurare la reale attrattività del territorio, contrastare la fuga di talenti e orientare le future politiche di sviluppo locale. Subito dopo il 3 novembre, i dati preliminari della rilevazione saranno messi a confronto con le istanze effettivamente candidate, così da calibrare con precisione le prossime azioni del Piano di Azione Locale.
«Leggere i dati di questa rilevazione significa entrare nel vivo delle reali aspettative del nostro territorio» – dichiara Tullio Mancino, Presidente del GAL Terre del Primitivo. «Abbiamo fortemente voluto compiere questa rilevazione statistica, per entrare nel vivo delle reali aspettative del territorio». Dichiara Tullio Mancino, Presidente del GAL Terre del Primitivo.«Analizzando le fasce d’età, colpisce positivamente la forte concentrazione nella fascia 31-45 anni (48,57%) unita alla significativa vivacità dei più giovani (18-30 anni al 22,86%): è la dimostrazione che il territorio sa offrire prospettive concrete e che c'è una forte volontà di costruire il proprio futuro qui, arginando la fuga di talenti. Al contempo, il dato sul genere – con oltre il 41% di presenza femminile – conferma una crescente e dinamica partecipazione delle donne nei percorsi di autoimpiego e sviluppo d'impresa.
Guardando poi ai settori d'investimento, la netta prevalenza dell'accoglienza e del turismo sostenibile (32%) e della valorizzazione del patrimonio culturale (20%), affiancati da commercio, servizi e artigianato tipico, evidenzia una visione strategica lucida e coerente con la nostra identità territoriale. Conoscere in anticipo questi orientamenti ci permette di misurare l'efficacia del nostro operato: dopo la scadenza del 3 novembre, il confronto tra questo profilo d'interesse e le domande reali ci dirà esattamente quanto siamo stati capaci di intercettare i fabbisogni reali delle Terre del Primitivo».

