venerdì 30 ottobre 2026


30/10/2026 06:41:41 - Manduria - Attualità

Le ricerche, sviluppate nell’area della Porta Est e nel settore meridionale del Parco, hanno consentito di approfondire la conoscenza del sistema difensivo e dell’organizzazione urbana della città messapica, documentando un antico percorso stradale e indagando complessivamente 24 sepolture databili tra il IV e il III secolo a.C.

Una tomba con due iscrizioni in lingua messapica e straordinarie decorazioni pittoriche apre nuove prospettive di ricerca sulle pratiche funerarie e religiose dell’antica Manduria.

Sono stati presentati presso la sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, i risultati delle recenti indagini archeologiche condotte nel Parco archeologico delle Mura Messapiche di Manduria, finanziate dal Ministero della Cultura.

Le ricerche, sviluppate nell’area della Porta Est e nel settore meridionale del Parco, hanno consentito di approfondire la conoscenza del sistema difensivo e dell’organizzazione urbana della città messapica, documentando un antico percorso stradale e indagando complessivamente 24 sepolture databili tra il IV e il III secolo a.C.

La scoperta di maggiore rilievo è rappresentata dalla Tomba 17, una sepoltura scavata nel banco roccioso e originariamente chiusa da tre grandi lastroni lapidei, sui quali è stata individuata un’iscrizione in lingua messapica.

La tomba conserva inoltre un eccezionale apparato pittorico, con decorazioni a meandro, raffigurazioni interpretabili come una chiave di santuario e un thymiaterion, nonché una seconda iscrizione messapica dipinta in rosso e azzurro sulla superficie interna di uno dei lastroni.

Le prime interpretazioni epigrafiche e iconografiche suggeriscono che la sepoltura possa essere appartenuta a una figura femminile investita di importanti funzioni sacerdotali riferibili al culto di Demetra.

Le indagini proseguiranno attraverso studi specialistici, attività di restauro e approfondimenti scientifici, con l’obiettivo di assicurare la conservazione e la valorizzazione delle testimonianze rinvenute, anche attraverso un possibile percorso espositivo presso il Museo archeologico di Manduria.

Le nuove scoperte confermano lo straordinario valore del patrimonio archeologico di Manduria e l’importanza della ricerca scientifica quale fondamento delle attività di tutela, conservazione e valorizzazione.