Il direttore Tullio Mancino ha presentato i dati del Rapporto integrato sull’Economia provinciale, realizzato dall’Università degli Studi di Bari e promosso da Confcommercio insieme alla Camera di commercio Brindisi Taranto

Come trasformare il crescente interesse verso i nostri territori in un sistema turistico organizzato, capace di produrre valore diffuso, lavoro qualificato e nuove opportunità d’impresa?
Il tema al centro di “Destinazioni Integrate”, le due giornate – organizzate da Confcommercio Taranto, nell’ambito della linea d’intervento della Regione ‘Puglia Attrattiva #mareAsinistra’, dedicate al futuro del turismo nella provincia di Taranto, ha stimolato un interessante confronto tra rappresentanti delle istituzioni e addetti del settore.
«Il turismo rappresenta – osserva il direttore di Confcommercio Taranto, Tullio Mancino - una delle componenti più promettenti della diversificazione economica coinvolgendo ricettività, ristorazione, commercio, cultura, artigianato, produzioni agroalimentari, trasporti e servizi con una forza potenziale che risiede proprio nella possibilità di distribuire opportunità tra imprese, professioni e territori differenti. Perché ciò accada, la crescita deve diventare strutturale e migliorare anche la qualità della vita dei residenti».
Il direttore Mancino ha presentato i dati del Rapporto integrato sull’Economia provinciale, realizzato dall’Università degli Studi di Bari e promosso da Confcommercio insieme alla Camera di commercio Brindisi Taranto.
Nel confronto tra il 2014 e il 2023, gli addetti dei servizi di alloggio e ristorazione nella provincia sono passati da 7.388 a 11.053 con un aumento del +49,6 %. Anche la consistenza delle imprese evidenzia questo spostamento.
Nel decennio tra il 2015 e il 2025, le imprese attive di alloggio e ristorazione registrano una crescita pari a +28,39 per cento, superiore all’incremento regionale del 20,62 per cento. Occorre, tuttavia, leggere con precisione anche il rapporto tra aperture e chiusure.
Nel 2025, alle 107 iscrizioni del settore corrispondono 183 cancellazioni, con un saldo negativo di - 76 imprese. Nel decennio il saldo cumulato riportato è negativo - 707 unità. Anche la domanda turistica conferma l’aumento dell’attrattività.
Secondo i dati Istat contenuti nel rapporto, nel 2024 nella provincia di Taranto rispetto al 2023, gli arrivi sono cresciuti del + 10,8 % e i pernottamenti del + 3,3. Nel capoluogo si registra un aumento degli arrivi +19,1 % rispetto al 2023, in lieve diminuzione -0,9 % le presenze, dato chiaramente condizionato da una nuova forma di turismo legata all’avvento delle crociere, come ampiamente dimostrato dal dato sulla permanenza media provinciale che scende da 3,9 notti nel 2019 a 3,6 nel 2024.
Le indicazioni diffuse dal Ministero del Turismo il 20 agosto 2026 proseguono nella stessa direzione: per il primo semestre riportano un aumento degli arrivi a Taranto del +2,8 %, nel contesto di una Puglia che cresce del 7,6 per cento negli arrivi e del 7,7 per cento nelle presenze. La provincia ionica dispone ancora di ampi margini. Nel 2024 le presenze straniere rappresentano il 27,9 % del totale provinciale, contro il 33,7 % pugliese e il 54,4 % italiano.
«L’internazionalizzazione, l’allungamento della stagione e la costruzione di esperienze che inducano a fermarsi più a lungo diventano quindi obiettivi centrali. Sono obiettivi che – afferma Mancino- richiedono prodotti, collegamenti, servizi e competenze condivisi. Una destinazione prende forma quando chi la amministra e chi vi opera condivide obiettivi e responsabilità: quali mercati raggiungere, quali prodotti sviluppare, quali servizi garantire, con quali risorse e con quali risultati attesi.
Per la Puglia esiste oggi una novità di grande rilievo, rappresentata dalla Legge regionale n. 15 del 2025, ha introdotto le Destination Management Organization nel sistema turistico regionale e ha definito le linee guida per il loro riconoscimento.
Si apre così una fase nuova, nella quale la collaborazione tra soggetti pubblici e privati trova un esplicito riferimento nell’organizzazione regionale del turismo. La DMO è lo strumento di governo e di gestione integrata di una destinazione turistica locale. Le sue funzioni comprendono informazione e accoglienza, sviluppo dei prodotti, coordinamento della promozione e degli eventi, sostegno agli operatori, sostenibilità e miglioramento dei servizi di mobilità. Ogni DMO riconosciuta deve predisporre un Piano Turistico di Sviluppo della Destinazione di durata quinquennale. La Regione prevede inoltre premialità nei finanziamenti, secondo le modalità dei singoli bandi. Organizzare una destinazione richiede un lavoro di analisi prima ancora che di comunicazione. Il Piano Strategico del Turismo deve partire dalla conoscenza del territorio: domanda attuale e potenziale, mercati, stagionalità, ricettività, mobilità, accessibilità, competenze e capacità effettiva di rendere fruibili i nostri attrattori.
La provincia di Taranto possiede una straordinaria varietà: il mare e la Città dei due mari, le gravine e gli insediamenti rupestri, le masserie, il paesaggio della Valle d’Itria, il Primitivo, la ceramica di Grottaglie, le tradizioni e le identità delle comunità. Metterle a sistema significa costruire percorsi complementari, capaci di distribuire flussi e opportunità anche nei centri meno conosciuti. Per riuscirci –conclude Mancino- dobbiamo superare gli approcci campanilistici: i confini amministrativi sono necessari per governare i comuni, ma raramente coincidono con il modo in cui un turista sceglie e attraversa un territorio. La dimensione provinciale può offrire una cornice di coordinamento, aperta a collegamenti con le aree vicine e articolata in prodotti e ambiti coerenti con la domanda».

