TARANTO - Gli incontri degli studenti tarantini con Rita Borsellino
  • giovedì 09 luglio 2026

TARANTO - Gli incontri degli studenti tarantini con Rita Borsellino

20/02/2015 08:04:42 - Provincia di Taranto - Attualità

Quando sapere è potere

«Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene».
Parole di cui oggi, Rita Borsellino, si fa testimone. Una donna, settant’anni e una grande forza. Settant’anni che a quattr’occhi con i ragazzi delle scuole presso il Palazzo della Provincia, a Taranto, si annullano. E non ha più un’età, Rita. E’ passato, presente, futuro. E’ ricordo, coraggio, speranza. Una donna, settant’anni e una grande voglia di fare. Con ventitré anni di incontri con i giovani di tutte le età, è lei stessa promotrice di un cambiamento che sostiene avverrà grazie alle nuove generazioni. Si ritiene infatti soddisfatta della mentalità e del prodotto che esce fuori dagli incontri nelle scuole.
Rita parla di Paolo, uno spirito libero, dell’amicizia con Giovanni Falcone, e parla del magistrato Borsellino, riservato ma sempre con il pensiero rivolto alla serenità dei suoi famigliari, della stretta collaborazione con il dottor Falcone, e alla fine rimane sempre Paolo. Rita parla dell’agenda scomparsa, del procuratore capo della Repubblica del Tribunale di Palermo Pietro Giammanco, della trattativa Stato-mafia. La mafia che non è un anti-stato, ma uno Stato dentro lo Stato. La metamorfosi da una mafia stragista ad una mafia nascosta è stata immediata e scontata. Basti pensare al passaggio dalla frase “Mafia? Quale mafia?” ai cori delle centinaia di migliaia di persone che urlavano “vigliacchi” al funerale del giudice Falcone, e le motivazioni di questa trasformazione risultano evidenti.
Opinione pubblica, il midollo da cui la mafia parassita succhia il sangue per sopravvivere. Consenso popolare, controllo della società. E quali le armi migliori se non politica ed economia? Soldi, potere, controllo. Un trinomio perfetto per mantenere il controllo dietro le quinte e dare lo spettacolo desiderato. E quindi addio tritolo, addio sparatorie, addio caos. Meno si parla di mafia e mafiosi e meglio è. Meno si parla e meno la si conosce. Perché loro lo sanno, Rita l’ha detto, ma noi già sapevamo che «Solo chi conosce può scegliere».
 
Caterina Nicolini

 

 

 

 

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E’ in rete la seconda puntata del “Prudenzano News”
“Non un rito ma il culto della memoria
Tributo a Elisa Springer”




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