MANDURIA – Pd, un congresso sotto le … stelle
  • martedì 31 marzo 2026

MANDURIA – Pd, un congresso sotto le … stelle

19/10/2017 08:53:09 - Manduria - Politica

L’intervento di Amleto Della Rocca

 

Un congresso, quello del Pd, svolto, nella prima parte, sotto le .. stelle: su una panchina del centro. Poi è proseguito nell’androne di un palazzo, che ha offerto l’ospitalità ad una piccola parte degli iscritti (hanno votato solo in 89 in una città di oltre 30mila residenti). Gli altri, chi per direttive di partito, chi perché non è stato avvisato in tempo, non sono recati a votare.

In questa situazione di marasma generale, non sono stati eletti i segretari dei circoli di Manduria e Uggiano Montefusco.

«Purtroppo ieri si è scritta un’altra pagina triste della travagliata storia del PD di Manduria» è il commento dell’ex consigliere e anche assessore del Pd, Amleto Della Rocca. «Il congresso cittadino di Manduria non doveva celebrarsi, come peraltro richiesto dai rappresentanti delle due mozioni. Non vi erano motivazioni politiche o strumentali, ma solo una richiesta di rinvio di 48 ore per motivi tecnici e logistici (impraticabilità della sede dove si sarebbe dovuto svolgere il congresso), di cui anche io mi ero fatto portavoce.

Il comportamento capotico dei rappresentanti provinciali, che non hanno accettato alcuna altra motivazione per il rinvio, se non quella dei motivi di salute, ha imposto la celebrazione di un congresso a dir poco vergognoso, nella forma e nella sostanza, per un partito come il PD.

Personalmente non rappresento nessuna area e prendo le distanze da chi ha assecondato la commissione provinciale nel far celebrare, a tutti i costi, il congresso a Manduria; volutamente non ho votato e bene hanno fatto Maria Grazia Cascarano, Gregorio Trombacca e Leonardo Notarnicola (che avevamo individuato per ricoprire i ruoli di segretario cittadino e coordinatori di circolo) a disertare tale increscioso appuntamento sia a Manduria che a Uggiano.

Dopo gli errori del recente passato, di cui mi assumo anch’io le responsabilità (che avevano portato a gravi fratture all’interno del partito), a Manduria si era raggiunta davvero una coesione tra tutti gli iscritti, si era avviato un percorso virtuoso che si stava portando a compimento in modo sereno e convinto. Si era confluiti su scelte importanti che avrebbero permesso alle persone succitate di ricoprire i ruoli di segretario cittadino e coordinatori dei due circoli di Manduria e Uggiano Montefusco.

Si chiedeva solo un rinvio di poche ore per completare tale percorso.

Il livelli provinciali non ci hanno consentito di fare questo e ora ci ritroviamo a dover commentare l’ennesima “opera d’arte” della politica tarantina.

Per quanto mi riguarda, gli eletti all’assemblea provinciale del Partito Democratico di Taranto non potranno fregiarsi del titolo di rappresentanti di questo territorio, visto il “teatrino dell’assurdo” da cui è scaturita la loro elezione.

Non mi è mai piaciuto vincere facile e deploro chi si ostina a volerlo fare».





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