SAVA - «Sul rimborso della TARI è in atto a Sava un'azione demagogica tesa a creare inutile confusione nei contribuenti»
  • martedì 31 marzo 2026

SAVA - «Sul rimborso della TARI è in atto a Sava un'azione demagogica tesa a creare inutile confusione nei contribuenti»

08/05/2018 07:50:16 - Sava - Attualità

La posizione di Marco Di Punzio, consigliere delegato ai Tributi

 

«Sul rimborso della TARI è in atto a Sava un’azione demagogica tesa a creare inutile confusione nei contribuenti».

Nel botta e risposta fra Amministrazione e minoranza, interviene Marco Di Punzio, consigliere delegato ai Tributi.

«Chiare sono le finalità politiche di questa azione, ma compito dell’Amministrazione è quello di  governare al meglio la cosa pubblica e fornire risposte chiare ai cittadini» afferma Di Punzio. «Chiariamo che non tutti i contribuenti hanno diritto al rimborso, ma solo gli intestatari di utenze domestiche che abbiano regolarmente pagato la TARI negli anni interessati dal problema (2014, 2015, 2016 e 2017), versando la quota variabile sia per l’abitazione principale, che per la relativa pertinenza. Il rimborso riguarda esclusivamente la quota variabile della pertinenza».

Di Punzio chiarisce che non ci sono scadenze prossime per la presentazione dell’istanza di rimborso.

«La prima data di scadenza è il 31 dicembre 2019 per la TARI pagata nel 2014. Di conseguenza, è inutile affollarsi presso l’Ufficio Tributi per la presentazione della relativa domanda. In più l’Amministrazione, al fine di aiutare i cittadini, ha messo a disposizione una modulistica che è a disposizione del contribuente ed è reperibile sia presso l’Ufficio del Protocollo del Comune o scaricabile dal portale web del Comune di Sava.

In questa materia si parte da una certezza: i cittadini si vedranno restituire la quota di TARI pagata in eccesso ed è nostro interesse prioritario ristabilire equamente il carico tributario tra i contribuenti savesi applicando correttamente la norma. Ma è altresì nostro dovere addivenire ad una soluzione che permetta di poter erogare i rimborsi avendo una base normativa o giurisprudenziale inconfutabile ed attingendo da risorse certe e disponibili per non creare future difficoltà all’Ente.

In quest’ottica attendiamo - ormai da tempo - un chiarimento che preveda espressamente cosa fare, da dove attingere le risorse per i rimborsi e non una serie di ipotesi ed interpretazioni più o meno autorevoli. E da questo punto di vista, non riteniamo che Telefisco 2018 rappresenti assolutamente una fonte normativa o giurisprudenziale .

Per addivenire ad una soluzione in tempi rapidi, il nostro Ufficio Ragioneria ha inoltre predisposto una richiesta di parere alla Corte dei Conti in ordine alla questione. Ricordo infine che vi sono tante città che attendono un chiaro indirizzo normativo o giurisprudenziale, prima di decidere serenamente circa le modalità operative dei rimborsi».





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