COVID 19 - La previsione del presidente di Irbm Pomezia: «Le prime 20-30 milioni di dosi del vaccino anti-Covid disponibili per i vari Paesi europei entro fine anno»
  • mercoledì 01 aprile 2026

COVID 19 - La previsione del presidente di Irbm Pomezia: «Le prime 20-30 milioni di dosi del vaccino anti-Covid disponibili per i vari Paesi europei entro fine anno»

03/11/2020 08:47:01 - Salento - Attualità

La Irbm di Pomezia è una delle aziende coinvolte nella sperimentazione con l’Università di Oxford e la AstraZeneca

«Noi ci aspettiamo che alla fine di novembre possa essere conclusa la fase tre della sperimentazione clinica, a quel punto la parola passerà alle agenzie regolatorie. ll problema è riuscire ad arrivare alla fine dei test senza che si verifichino eventi avversi. Se così sarà, le agenzie regolatorie impiegheranno 3-4 settimane e si arriverà ad una consegna delle prime 20-30 milioni di dosi all'Ue entro fine anno».

Lo afferma a Radio Cusano Campus Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm Pomezia, in merito al candidato vaccino anti-Covid Oxford-Irbm-AstraZeneca.

Per il vaccino, ha spiegato Di Lorenzo, i tempi normali «potrebbero essere 6-8 mesi, ma in una situazione così importante penso che le agenzie regolatorie cercheranno di ridurre i tempi per dare una risposta nel giro di qualche settimana. Questo non vuol dire che il vaccino non sarà sicuro. I tempi che possono essere accorciati infatti sono quelli della burocrazia, della normale pratica dell'iter burocratico. Mentre tutti i tempi dovuti ai controlli scientifici saranno mantenuti in maniera severa». Infatti, aggiunge, «non esiste una multinazionale disposta a mettere in gioco la propria credibilità e la propria reputazione scientifica per accorciare oltre il consentito i termini di una valutazione, sarebbe assurdo. Per questo è un argomento su cui si può essere più che sicuri».

Se tutto andrà bene, dunque, le agenzie regolatorie «impiegheranno 3-4 settimane e si arriverà ad una consegna delle prime 20-30 milioni di dosi all’Ue entro fine anno. Ma se anziché prendere 4 settimane se ne prenderanno il doppio allora si arriverà a gennaio. Attaccarsi al discorso se sarà fine anno o inizio gennaio - ha commentato - la vedo più una questione teorica che con risvolti pratici». La gente, ha aggiunto Di Lorenzo, «vuole capire se in tempi certi potremo avere tutti a disposizione uno strumento per contrastare la pandemia e per tornare ad un minimo di vita normale dal punto di vista sociale, ma soprattutto economico».

La sperimentazione sta avanzando senza intoppi: «Posso dire che allo stato attuale tutto procede nel migliore dei modi e non ci sono evidenze che facciano pensare a controindicazioni dal punto di vista delle età e delle patologie».

Mentre per quanto riguarda quanto scritto dal Financial Times sulla robusta risposta immunitaria nelle persone anziane, Di Lorenzo sostiene che si tratta «un'indiscrezione perché sulla fase tre non è stato ancora pubblicato nulla. Eviterei di commentare le indiscrezioni». Però «è vero - conclude Di Lorenzo - che nella pubblicazione dei dati di fase 1 su Lancet era stato messo un accento proprio sulla capacità del candidato vaccino di immunizzare in maniera importante».





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