SAVA - «Il Comune, anziché rimborsare i cittadini della Tari indebitamente addebitata, paga professionisti per difendersi, risultando soccombente in tutti i procedimenti tributari»
  • martedì 31 marzo 2026

SAVA - «Il Comune, anziché rimborsare i cittadini della Tari indebitamente addebitata, paga professionisti per difendersi, risultando soccombente in tutti i procedimenti tributari»

06/01/2021 09:37:43 - Sava - Attualità

La presa di posizione del commercialista savese Giulio Rossetti

 

«Il Comune, anziché rimborsare i cittadini della Tari indebitamente addebitata, paga professionisti per difendersi, risultando soccombente in tutti i procedimenti tributari».

E’ quanto sostiene il commercialista savese Giulio Rossetti, candidato a sostegno di Ival Scalfarotto nelle recenti Regionali.

«Come noto, nel novembre 2017 era pubblicamente emerso l’errore commesso dal Comune di Sava ai danni di numerosi cittadini, nel calcolo della tassa sui rifiuti per gli anni 2014, 2015, 2016 e 2017» ricorda Rossetti. «Fui proprio io a rilevare l’errore commesso dall’ente, promuovendo un’assemblea pubblica cui veniva invitato lo stesso sindaco che assicurava i rimborsi a tutti. Il Comune aveva indebitamente duplicato l’addebito della quota variabile, una prima volta sull’abitazione principale e una seconda volta, illegittimamente, sulle pertinenze (box, garace, cantine).

Nessun cittadino si è visto un solo euro rimborsato, nonostante fosse stato proprio lo stesso Comune a promuovere la presentazione di istanze di rimborso a cura dei cittadini attraverso l’affissione di un avviso pubblico. Da qui, numerosi cittadini si sono visti costretti ad adire la giustizia tributaria per vedersi riconosciuto un legittimo diritto al rimborso dell’indebito.

Il Comune inverosimilmente, anziché rimborsare le istanze dei cittadini che esso stesso aveva invitato a presentare, deliberava di pagare un professionista per farsi difendere in Commissione Tributaria contro i cittadini savesi. Ad oggi, tutti i ricorsi presentati dai cittadini per il mio tramite, una trentina circa, sono stati accolti dalla Commissione Tributaria Provinciale di Taranto, che obbligava l’Ente a dare seguito ai rimborsi, condannandolo altresì alle refusione delle spese processuali. I Giudici tributari hanno riconosciuto e confermato l’errore commesso dal Comune di Sava.

Ma vi è di più, il Comune di Sava, dopo essere risultato soccombente in tutti i procedimenti instaurati dinnanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, inverosimilmente ha appellato i procedimenti dinnanzi alla Commissione Tributaria Regionale spendendo ulteriori fondi pubblici per spese legali anziché rimborsare i cittadini savesi».





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