Per i bambini ricoverati in Oncoematologia Pediatrica, ecco Maya: una pet therapy che sta offrendo già ottimi risultati
  • mercoledì 01 aprile 2026

Per i bambini ricoverati in Oncoematologia Pediatrica, ecco Maya: una pet therapy che sta offrendo già ottimi risultati

17/10/2021 09:06:39 - Puglia - Attualità

Il bulldog francese bianco e nero va in reparto per strappare un sorriso e contribuire alla cura dei pazienti

Una nuova amica per i piccoli degenti del reparto di Oncoematologia pediatrica del Policlinico di Bari. È Maya, una cagnolina che è da poco entrata nel progetto “Pet care” promosso dall'associazione Apleti e Vir labor: il bulldog francese bianco e nero va in reparto per strappare un sorriso e contribuire alla cura dei pazienti.

«I primi cani del progetto di pet therapy sono stati due labrador, Megan e Perla, e adesso si è aggiunta Maya che ha fatto impazzire i bambini - racconta Giovanna Natile, direttrice amministrativa di Apleti - è simpaticissima, rotola e fa ridere».

Il progetto è nato nel 2018: due operatori cinofili comportamentisti, Teo e Alessandra, erano anche genitori di un bambino ricoverato nel reparto e avevano già dunque sperimentato gli effetti benefici della pet therapy. Il piccolo paziente è stato poi dimesso ma i genitori hanno deciso di mettere comunque a disposizione le loro competenze per portare avanti l'iniziativa approvata dall'azienda ospedaliera.

«Una volta alla settimana, di mercoledì, i cani vengono nella clinica, in uno spazio adibito. Scende un bambino per volta - vengono prima verificate le sue condizioni di salute - e partecipa alla seduta di pet therapy con i due operatori cinofili, un medico e una psicologa».

Il cane è addestrato proprio per entrare in sintonia con i piccoli degenti: sono giocosi, non abbaiano e non lasciano deiezioni.

«Il cane arriva con un trasportino e prima di ogni seduta viene lavato, viene controllato da un veterinario e c'è massima pulizia», specifica la direttrice. I bambini accarezzano i cani, giocano assieme, li portano a passeggio e controllano i battiti del cuore dell'animale con lo stetoscopio.

«Bambini tristi che rimanevano nelle loro stanze, senza socializzare, con i cani si “sciolgono” completamente», fa notare Giovanna Natile. Poi, quando vengono dimessi, chiedono ai genitori di avere un cane, e allora gli operatori comportamentisti consigliano la razza più adatta per quel bambino.

«Il prossimo passo, dopo aver ricevuto tutte le autorizzazioni del caso, sarà portare i cani all'interno delle stanze».

 

Fonte: rete





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