TARANTO - 'Abbasce a marine ha nnate u 'Bammine: Enzo Risolvo racconta il lungo Natale tarantino tra fede, tradizioni, dolci, aneddoti e filastrocche
  • martedì 31 marzo 2026

TARANTO - 'Abbasce a marine ha nnate u 'Bammine: Enzo Risolvo racconta il lungo Natale tarantino tra fede, tradizioni, dolci, aneddoti e filastrocche

14/12/2022 10:32:22 - Provincia di Taranto - Cultura

«Povero era il Natale tarantino di un tempo – racconta Enzo Risolvo – : c’era tanta miseria e pochissimi soldi. Vi era, però, anche tanta ricchezza: di solidarietà, di aiuto reciproco. Erano i tempi in cui la gente viveva con le porte aperte e i ragazzi potevano giocare per strada»

L’associazione Donne Volontarie Italiane “Bruno Lodeserto” annuncia l’incontro con Enzo Risolvo, scrittore, operatore culturale e studioso della nostra Taranto, che si terrà giovedì 15 dicembre (ore 18) nella nostra sede in via Lago d’Albano 19.

Abbasce a Marine ha nnate ‘u Bammine” è il titolo dell’incontro tratto dall’omonimo libro di Risolvo, nel quale l’autore racconta aneddoti, usanze, storie e tradizioni del “lungo” Natale tarantino. Da Santa Cecilia all’Epifania racconti farciti di dolci e riti popolari.

«Povero era il Natale tarantino di un tempo – racconta Enzo Risolvo – : c’era tanta miseria e pochissimi soldi. Vi era, però, anche tanta ricchezza: di solidarietà, di aiuto reciproco. Erano i tempi in cui la gente viveva con le porte aperte e i ragazzi potevano giocare per strada».

L’incontro sarà introdotto dalla presidente dell’ADVI, Wanda Lodeserto, che crede fermamente nel tradizioni popolari e nei racconti storici da tramandare di generazione in generazione.

Le feste natalizie tarantine durano 46 giorni e in tempi passati tutto aveva inizio nel Borgo (in città vecchia) «dove le bande – prosegue Risolvo – suonavano le Pastorali indr’a le strittele (i vicoli) davanti alle edicole votive. E, quando la banda sostava, ai musicisti veniva offerto ‘u resolie (il rosolio), liquore che veniva prodotto in casa dalle massaie. Alla fine della serata, la Banda mezza intontita per accontentare le panarijdde che l’avevano accompagnata in ogni vicolo, suonavano una pizzica: “Sciatevennite, sciatevennite, ca ‘u tiatre s’ha fenite!” A cui si rispondeva: Abbasce a marine, ha nnate ‘u bammine, ci jè ricche a denare…no jè marinare”».

La serata si concluderà con una ricca pettolata. Come da tradizione! 





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