TARANTO - Acciaierie d'Italia: «Su accordo di programma c'è necessità di fare chiarezza»
  • mercoledì 01 aprile 2026

TARANTO - Acciaierie d'Italia: «Su accordo di programma c'è necessità di fare chiarezza»

26/01/2023 10:48:24 - Provincia di Taranto - Attualità

Dichiarazione del segretario generale aggiunto Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano

Nel nostro Paese si parla molto, soprattutto negli ultimi tempi, di transizione ecologica. Il dibattito si è fatto più intenso ed acceso da quando, con lo scoppio della guerra in Ucraina, la nostra sicurezza energetica – o almeno la sicurezza a prezzi economicamente accettabili – è stata messa a rischio. La transizione ecologica deve essere a trazione anche sociale.

«Territorialmente, a Taranto – osserva il Segretario generale aggiunto della Fim Cisl Taranto Brindisi, Biagio Prisciano – siamo chiamati a grandi sfide non più rinviabili. Tra queste c’è la lunga ed estenuante vertenza legata alla grande fabbrica, Acciaierie D’Italia, ripresa nelle sedi competenti del MiMIT da qualche settimana e che ci vede impegnati in una definizione di un percorso di risanamento credibile. Che il nostro territorio necessiti di economie aggiuntive alle esistenti, la Fim Cisl lo ha più volte evidenziato. Per cui, ogni eventuale accordo di programma - già avanzato da Governo, Regione Puglia e Comune di Taranto – non dovrà discutere di chiusure e ridimensionamento dell’area a caldo o più in generale della fabbrica e soprattutto potrà essere discusso una volta messo in sicurezza il rilancio produttivo degli impianti. Facciamo presente che in dieci anni di vertenza, fin qui, non c’è stata alcuna traccia di nuovi insediamenti industriali sostenibili. Per questo – aggiunge – preliminarmente, è importante chiarire cosa si intende, a livello istituzionale, per “accordo di programma” e per “transizione sociale”. Certamente per noi deve rappresentare un valore aggiunto, nel rispetto di Salute e Ambiente, condizione prioritaria».

La Fim Cisl è a sostegno di una “contrattazione riformatrice”, capace di completare il set di tutele a partire dalle competenze riconosciute, dall’innalzamento dei salari legati alla professionalità espressa e dalla capacità di accompagnare i metalmeccanici nelle tante transizioni lavorative che li caratterizzano.

«Da tempo gli enti locali si dicono pronti ad avviare corsi di riqualificazione dei lavoratori di Ilva in AS, ma ad oggi dopo quattro anni a nessun lavoratore è stata concessa questa opportunità, la cui ultima partenza ipotizzata è fissata entro marzo di quest’anno. Per cui, se transizione deve essere, è bene offrire ogni strumento utile e necessario, affinché nessuno rimanga indietro, sia a livello lavorativo che professionale ed economico. Non basta dire di essere pronti e disponibili come slogan – conclude Biagio Prisciano – servono atti concreti fino ad ora lasciati in sospeso». 





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