- martedì 31 marzo 2026
L’appuntamento per domani, alle 18,30, in piazza Immacolata a Taranto
ridotto la cultura tarantina a qualcosa di miserabile. Essa ha risposto alla crisi del movimento operaio, del modello fordista, della stessa cultura industriale incarnata dalla grande fabbrica con una profonda regressione. Abbiamo avuto tanti bei simboli altisonanti (la Taranto spartana, la narrazione del “Miracolo” dopo la crisi, ma anche il culto superficiale di miti e riti, l’esaltazione del corpo mistico dei tifosi), che hanno raso al suolo qualsiasi visione dialettica e conflittuale del corpo sociale cittadino. E' venuta consolidandosi l’immagine di una Taranto con la maiuscola: una comunità coesa, isola rispetto al resto del mondo: quasi una nuova polis culturalmente omogenea e autosufficiente. Un’idea di grandezza che serviva forse più a coprire la profonda mediocrità e rapacità dei componenti delle classi dirigenti cittadine.