MANDURIA - L'opinione di Agostino Capogrosso sulle candidature di 8 manduriani alle Regionali: «L'arte di spartire il nulla»
  • martedì 31 marzo 2026

MANDURIA - L'opinione di Agostino Capogrosso sulle candidature di 8 manduriani alle Regionali: «L'arte di spartire il nulla»

26/10/2025 08:43:43 - Manduria - Politica

«A urne chiuse, la città si ritroverà con un pugno di mosche e con l’ennesima conferma che, se divisa, non può competere! Con buona pace dei suoi elettori»

Riceviamo, e pubblichiamo, una riflessione dell’ex consigliere comunale Agostino Capogrosso. Ecco il testo.

«A cosa serve avere otto candidati per le prossime Regionali se, per spietata matematica e frammentazione, la vittoria di un seggio sarà praticamente impossibile? A nulla, se non a confermare che a Manduria la politica è divenuta ormai puro egoismo personale elevato ad arte.
È la dimostrazione lampante che la corsa alle poltrone ha annullato ogni traccia di ideali e di visione politica.
Un delirio collettivo, una lista di candidati in continua espansione, che assomiglia alla saturazione del mercato librario, dove oggi c’è sempre più gente che scrive pessimi libri e molta meno gente propensa a leggere scritti qualificati. Così, a Manduria, il numero dei candidati sembra addirittura sopravanzare il numero dei votanti!
La Legge elettorale in Puglia, con il suo metodo di riparto seggi e le severe soglie di sbarramento per le liste, è anche costruita ad hoc per penalizzare questa dispersione e favorire i Big!
Mi sono dunque chiesto: perché otto cittadini accettano di candidarsi pur sapendo che le chance di elezione sono quasi nulle? Due le ipotesi, entrambe lontanissime dalla volontà di servire il territorio!
La tesi più spietata è che molti siano semplici sacrificati o riempi lista, “portatori d’acqua” al servizio di dinamiche superiori. Le liste regionali devono rispettare criteri rigidi ed essere complete in ogni circoscrizione, per non perdere voti preziosi per il candidato Presidente o per i veri Big della lista. La preferenza per il candidato manduriano, è il carburante che permette alla lista di vincere un seggio che il “professionista” della politica si prenderà. Questo è il cinico meccanismo!
L'altra ipotesi è più tattica e a mio avviso, anche un po' velleitaria e patetica, e riguarda il cortile di casa: le elezioni regionali da utilizzare come una pubblica sessione di "misurazione" (del proprio ego!), in vista delle elezioni comunali della prossima primavera. L'esito finale sarà un numero, fittizio, da ostentare nella campagna comunale!
Le dinamiche di voto Regionali, basate su alleanze fumose, voto disgiunto, voto al Presidente, voto di scambio per il Big, ... sono completamente diverse da quelle per le Comunali, dove contano la reputazione, la conoscenza diretta, il passaparola e persino il pettegolezzo. E tutto questo, avrà come unico risultato, solo la dispersione irrecuperabile del consenso di Manduria.
Che si tratti di pedine asservite a logiche provinciali o di aspiranti sindaci che “fanno le prove” con le Regionali, il risultato sarà comunque lo stesso: zero rappresentanza effettiva e un'ulteriore conferma della nostra irrilevanza nelle gerarchie politiche provinciali e regionali.
A urne chiuse, la città si ritroverà con un pugno di mosche e con l’ennesima conferma che, se divisa, non può competere! Con buona pace dei suoi elettori».





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