MANDURIA - Agricoltura 2026 tra crisi dei prezzi, nuove regole UE e la sfida della rigenerazione: interviene Agostino Capogrosso con delle interessanti riflessioni
  • martedì 31 marzo 2026

MANDURIA - Agricoltura 2026 tra crisi dei prezzi, nuove regole UE e la sfida della rigenerazione: interviene Agostino Capogrosso con delle interessanti riflessioni

19/01/2026 12:12:43 - Manduria - Attualità

«Il settore del Primitivo di Manduria viva oggi una fase di profonda incertezza: nonostante l’eccellenza che ci rappresenta nel mondo, il calo dei prezzi all'ingrosso e le giacenze in cantina stanno mettendo a dura prova la tenuta economica dei viticoltori»

Riceviamo, e pubblichiamo, un intervento dell’ex consigliere comunale Agostino Capogrosso avente per oggetto il momento difficile del comparto agricolo. Ecco il testo.

«Il 2026 si apre con sfide cruciali per il comparto agricolo del nostro territorio. A tre anni dall'avvio della PAC 2023-2027, è già tempo di tracciare un bilancio onesto per capire se la Politica Agricola Comune stia davvero funzionando per Manduria o se sia rimasta solo un esercizio burocratico lontano dai campi. Sebbene abbia avuto il merito di iniettare liquidità in un momento difficile, ha infatti anche evidenziato i limiti di una visione spesso distante dalla realtà produttiva locale.

Uno sguardo al cuore del nostro comprensorio rivela come il settore del Primitivo di Manduria viva oggi una fase di profonda incertezza: nonostante l’eccellenza che ci rappresenta nel mondo, il calo dei prezzi all'ingrosso e le giacenze in cantina stanno mettendo a dura prova la tenuta economica dei viticoltori. I contributi europei legati all'OCM Vino aiutano, ma non bastano a compensare un mercato che fatica a riconoscere il giusto valore al lavoro agricolo. Parallelamente, lo scenario è segnato dalla profonda ferita della Xylella. Sebbene il Piano di rigenerazione olivicola della Puglia offre una via d'uscita grazie ai fondi nazionali e regionali, la burocrazia legata ai reimpianti e alla scelta delle varietà resistenti rallenta non solo la rinascita del paesaggio, ma soprattutto il ritorno alla produttività e la stabilità economica di chi questa terra la lavora! In questo contesto, le gelate e i cambiamenti climatici ci ricordano che non basta un assegno, ma serve un sistema tecnico che aiuti l'agricoltore a prevenire i danni e a valorizzare ogni goccia di prodotto.

Entrando nel merito della gestione tecnica, la sfida principale oggi è rappresentata dagli Ecoschemi. Pensati per premiare chi adotta volontariamente pratiche sostenibili, come la gestione del suolo per viti e olivi, si sono rivelati spesso complessi da applicare, scontrandosi con la frammentazione fondiaria locale. Ma la sfida della conformità alle regole europee non si ferma all'ambiente, si estende anche alla salvaguardia di chi opera quotidianamente nei campi. Un punto che mi sta particolarmente a cuore, anche per la mia estrazione professionale, è infatti la Condizionalità Sociale. Se gli ecoschemi premiano chi fa di più per l’ambiente, la “condizionalità” stabilisce i requisiti minimi inderogabili. E dal 2025, tra questi, il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro è diventato centrale! Non è solo un obbligo etico, ma un parametro tecnico essenziale: un'azienda agricola moderna deve essere un luogo sicuro per essere competitiva e accedere ai flussi finanziari europei!

Ma guardando al futuro, la notizia positiva di questo 2026 è la spinta verso la semplificazione amministrativa.

Le ultime modifiche ai Regolamenti Comunitari hanno introdotto infatti, alcune esenzione dai controlli e dalle sanzioni per le aziende sotto i 10 ettari, un atto di pragmatismo che permette ai nostri piccoli produttori di concentrarsi sulla qualità riducendo gli oneri burocratici.

Tuttavia, il dibattito sul post-2027 è aperto e la tendenza europea, tracciata dal Green Deal, è chiara: meno risorse "a pioggia" e più investimenti mirati verso l'Agricoltura 4.0. Non si tratta solo di una preoccupazione ambientale, ma di una necessità economica: in un mercato sempre più esigente e in un clima che non perdona, la sostenibilità diventa la condizione per restare sul mercato. Strumenti come i sensori per l'irrigazione di precisione per esempio, non sono più opzioni, ma necessità per rispondere alla scarsità idrica che affligge la Puglia, permettendo di abbattere i costi e ottimizzare ogni singola goccia d’acqua e ogni grammo di fertilizzante.

In conclusione, la PAC ha finora "tenuto in vita" il sistema, ma ora è necessario un salto di qualità. La sfida per Manduria e per tutto il territorio è trasformare il contributo europeo da semplice sussidio a leva di investimento strutturale. È indispensabile accompagnare i nostri agricoltori in questo percorso, per garantire che le tradizioni dei nostri padri siano supportate dalle tecnologie e dalle tutele normative di oggi».

 

Agostino Capogrosso





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