MANDURIA - Lettera aperta del tesserato del Pd Dino Filoni al commissario Massimo Serio: «Il suo comunicato non dice la verità. O meglio: ne racconta solo una parte, quella utile a coprire precise responsabilità politiche»
  • martedì 07 luglio 2026

MANDURIA - Lettera aperta del tesserato del Pd Dino Filoni al commissario Massimo Serio: «Il suo comunicato non dice la verità. O meglio: ne racconta solo una parte, quella utile a coprire precise responsabilità politiche»

13/04/2026 09:20:13 - Manduria - Politica

«La decisione di non presentare una lista è un fallimento politico. E ha nomi e cognomi»

Riceviamo, e pubblichiamo una lettera aperta di un tesserato del Partito Democratico di Manduria Dino Filoni. Ecco il testo.

«Il comunicato del commissario Massimo Serio non dice la verità. O meglio: ne racconta solo una parte, quella utile a coprire precise responsabilità politiche.

Il Partito Democratico di Manduria non presenterà una lista non per una generica “assenza di condizioni”, ma per le scelte sbagliate e dannose della segreteria provinciale guidata da Filippetti e dello stesso commissariamento.

Colpisce, inoltre, che un commissario non espressione della realtà manduriana, insediato da poche settimane, pretenda di fornire una lettura così netta e definitiva della situazione politica locale. Dinamiche complesse, costruite negli anni, non possono essere liquidate in meno di un mese con giudizi sommari e semplificazioni.

In questo quadro, l’idea di commissariare il partito a soli due mesi dalle elezioni amministrative è stata una scelta politicamente scellerata, riconducibile a precise responsabilità della segreteria provinciale, che ha dimostrato di non possedere le necessarie competenze politiche per valutare tempi, contesto e conseguenze di una decisione così delicata.

Nelle ultime settimane il circolo è stato svuotato, il confronto ridotto, la partecipazione scoraggiata. Altro che mancanza di classe dirigente: le persone, le competenze e la disponibilità c’erano. Sono state sistematicamente ignorate.

Inoltre, il ritorno di alcune figure politiche, che in passato avevano lasciato il partito in modo polemico, ha contribuito ad alimentare divisioni e tensioni interne.

È troppo facile oggi parlare di “logiche personalistiche” per spostare l’attenzione altrove. La verità è che si è impedito al partito di organizzarsi, decidere e costruire una proposta politica autonoma.

Ancora più grave è il tentativo di legittimare questa operazione richiamando articoli di stampa: un partito serio non ha bisogno di sponde esterne per giustificare scelte già prese altrove.

La decisione di non presentare una lista è un fallimento politico. E ha nomi e cognomi.

Chi oggi parla di “responsabilità” dovrebbe avere il coraggio di assumersela davvero, invece di scaricarla su un territorio che è stato messo nelle condizioni di non poter agire.

E la verità è il primo passo per ricostruire un Partito Democratico credibile.

 

Tesserato al Partito Democratico

Bernardino Mario Filoni (detto Dino)

 

P.S. Oggi tesserato PD, domani chissà. Nel PD jonico, il mancato allineamento alle indicazioni della segreteria provinciale potrebbe tradursi, a mio avviso, in due possibili esiti: nella migliore delle ipotesi l’emarginazione, nella peggiore l’espulsione.

Per questo, ritengo legittimo chiedersi quale sia oggi il reale spazio di democrazia interna nel Partito Democratico a Taranto».





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