- lunedì 12 ottobre 2026
Intervento ad alta complessità, con un approccio misto studiato per preservare il tessuto sano, da parte dell’équipe di Urologia dell’ospedale della Murgia

Asportato un tumore renale di 7 cm su un paziente 90enne, salvando l'organo e la sua funzionalità.
L’intervento di chirurgia renale ad alta complessità è stato eseguito presso l’unità operativa di Urologia dell’ospedale della Murgia “Fabio Perinei” di Altamura, diretta dal dr. Mario De Siati.
Di fronte a una lesione di queste dimensioni — per la quale la prassi prevede di norma l'asportazione radicale dell'intero organo — l'équipe ha pianificato una strategia “su misura” per salvaguardare il tessuto sano e ridurre al minimo lo stress operatorio.
L'intervento, della durata complessiva di circa 3 ore, e il successivo percorso di ricovero si sono articolati su scelte cliniche ben precise. A partire da un approccio chirurgico misto (Laparoscopico/Mini-open), che ha consentito l’iniziale fase di isolamento e mobilizzazione del rene per via laparoscopica mininvasiva, integrata successivamente da una mini-incisione di 10 cm per garantire il massimo controllo tattile e visivo durante l'asportazione della massa.
Fasi delicate, all’interno delle quali l'asportazione della massa è avvenuta mantenendo inalterata la vascolarizzazione del rene, senza cioè bloccare i vasi principali. L'assenza di ischemia ha protetto il tessuto renale residuo da sofferenze funzionali, prevenendo il rischio di insufficienza renale post-operatoria.
Fondamentale è stata la gestione anestesiologica e il controllo del dolore, grazie al contributo prezioso fornito dal team anestesiologico, che ha calibrato l'assistenza sulle specifiche esigenze del paziente grande anziano, garantendo stabilità emodinamica e un decorso post-operatorio ottimale e del tutto privo di dolore. L'intervento, inoltre, non ha richiesto emotrasfusioni e il paziente è stato dimesso in ottime condizioni dopo 5 giorni.
«Questo caso – spiega il dr. De Siati - testimonia l'efficacia della sinergia tra urologi, anestesisti e personale infermieristico: un lavoro di squadra che consente di affrontare patologie oncologiche complesse anche in età avanzata, ponendo sempre al centro la sicurezza e la qualità di vita del paziente».