MANDURIA – Il consigliere comunale Dino Filoni: «Pd di Manduria, la politica non si fa con i comunicati, Serio ricostruisca il partito o la base di autoconvochi»
  • lunedì 12 ottobre 2026

MANDURIA – Il consigliere comunale Dino Filoni: «Pd di Manduria, la politica non si fa con i comunicati, Serio ricostruisca il partito o la base di autoconvochi»

11/10/2026 15:21:21 - Manduria - Politica

«Il PD manduriano viene da una stagione drammatica: lacerazioni intestine, scelte elettorali suicide, la rinuncia a una lista autonoma e l'azzeramento totale della rappresentanza in Consiglio comunale: una debacle che ha precise responsabilità politiche»

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del consigliere comunale Dino Filoni. Ecco il testo.

«Ospedale Giannuzzi, area PIP, commercio e centro storico: il commissario del Partito Democratico di Manduria, Massimo Serio, continua a moltiplicare gli interventi sui temi dell’Amministrazione cittadina. Interventi che però sollevano un interrogativo politico di fondo non più rinviabile: qual è il vero compito del commissariamento?

Mentre la visibilità sui giornali abbonda, la ricostruzione interna appare completamente paralizzata. Il PD manduriano viene da una stagione drammatica: lacerazioni intestine, scelte elettorali suicide, la rinuncia a una lista autonoma e l'azzeramento totale della rappresentanza in Consiglio comunale.

Una débâcle che ha precise responsabilità politiche, su cui si continua però a far calare un comodo velo di oblio. Il

commissariamento non è nato per gestire la routine o collezionare ritagli di stampa, ma per curare un partito lacerato e restituire centralità agli iscritti. Ad oggi, invece, i circa cento tesserati certificati dalla Commissione provinciale di garanzia assistono a una gestione che rischia di reiterare i soliti metodi autoreferenziali: decisioni discusse in vertici ristretti, confronto azzerato e dissenso ignorato.

Invece di invocare un’unità di facciata che cancella gli errori del passato, Massimo Serio ha il dovere di rispondere con atti concreti: un calendario di assemblee trasparenti, la verifica pubblica del tesseramento e tempi certi per restituire il circolo a una guida democratica ed eletta. Se dal commissario non arriveranno risposte chiare e immediate, spetterà alla base prendere in mano il proprio destino.

L'ipotesi di un’autoconvocazione degli iscritti non è solo un’opzione legittima, ma diventa a questo punto l’unica vera scossa democratica per rompere l'immobilismo della gestione commissariale, riaprire la sede e ridare dignità alla comunità politica.

Il PD di Manduria non può ridursi a una sigla svuotata che vive solo nelle note stampa. Servono fatti: se il commissariamento continuerà a gestire l'esistente senza affrontare i nodi della crisi, sarà la base militante a doversi riprendere il partito».





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