28/03/2014 21:15:18 - Provincia di Taranto - Attualità

Il progetto dell’associazione “Teste di legno” di Galatina con gli alunni della scuola “Maruggi” di Torricella

Un po’ di bottiglie di plastica, qualche busta (sempre in plastica), dei bottoni, dei tappi di plastica e un po’ di lana. Un po’ di rifiuti la cui sorte, però, è stata … differenziata sia dagli operatori dell’associazione di Galatina, “Teste di legno”, sia dagli alunni della scuola primaria “Maruggi” dell’istituto comprensivo “Del Bene”. Invece di finire nei cassonetti, tutto questo materiale, apparentemente inutilizzabile, è stato riciclato: grazie alla maestria di Carolina e Biagio (due degli operatori di “Teste di Legno”), sono stati ricavati dei variopinti burattini.
«Il termine burattino deriva da buratto, una manica di stoffa che veniva indossata dal burattinaio e che veniva coperta dal vestito del burattino» hanno spiegato Carolina e Biagio agli alunni della scuola “Maruggi”, coordinati dalla maestra Luisa Cosi.
Lavorando con bottiglie, buste e tappi, gli alunni delle quinte classi della “Maruggi” hanno, passo dopo passo, creato il corpo del burattino. Dopo aver utilizzato la carta pesta per coprire la parte della bottiglia e dopo averla colorata, ecco creata anche la testa, con gli occhi (i bottoni), il naso (i tappi di plastica) e la bocca.
Non poteva mancare il vestito, che è stato ricavato da buste di plastica di diversi colori. Il tocco di classe, infine, è stato quello dei capelli: grigi, neri, rossi o gialli, a seconda del colore della lana, recuperata dai cassetti delle mamme e riutilizzata.
Il laboratorio della scuola della dirigente Maria Maddalena Di Maglie non finisce sicuramente così.
Ispirandosi a quella del burattino più famoso, Pinocchio, è stata creata una parodia della favola, ambientata nel paese del … Riciclo. E così, per fare degli esempi, la Fata Turchina diventa Fata Lattina, mentre il gatto e la volpe diventano un bidone molto grasso e un tubetto del dentifricio. Favola da rappresentare alla fine dell’anno scolastico.
«Noi ci siamo chiesti: “Se Pinocchio fosse nato ai nostri tempi, sarebbe stato sempre quel simpatico pezzo di legno parlante?”. Così» affermano Biagio e Carolina. «abbiamo pensato di reinventare questa bella storia, usando qualcosa di, purtroppo, più attuale: i rifiuti. Si, proprio quelle bottiglie vuote, quelle buste di plastica gettate e tutte quelle altre cosse che, inevitabilmente, finiscono nella spazzatura…».



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