05/11/2018 19:02:37 - Provincia di Taranto - Attualità

La proposta dei sindacati: «Per loro lavori di pubblica utilità»

 

Far svolgere lavori di pubblica utilità ai lavoratori dell'Ilva di Taranto che sono stati collocati dal primo novembre in cassa integrazione a zero ore con l'amministrazione straordinaria e non stati selezionati da Arcelor Mittal Italia con la formula del distacco da Ilva. E' la proposta che hanno lanciato, insieme ai sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb, FLMUniti CUB, gli stessi cassintegrati che nelle prime ore di lunedì 5 novembre, in alcune decine, nonostante il maltempo si sono radunati davanti alla portineria D dello stabilimento siderurgico per un sit-in di protesta.

I lavoratori - è stato annunciato - adesso intendono portare questa loro proposta all'attenzione della Regione Puglia. Lavori, hanno stato evidenziato, che dovrebbero riguardare strade, piazze, verde pubblico, scuole e tutti quei settori che hanno bisogno di interventi di ripristino e di manutenzione. In una lettera inviata alla Regione Puglia, le sigle sindacali ne sollecitano il "coinvolgimento nella gestione della Cigs come peraltro già avvenuto per l'anno 2017".

Chiedendo un incontro, i sindacati intendono conoscere dalla Regione "eventuali disponibilità a mettere in campo ogni sostegno utile a garantire una integrazione salariale per tutti quei lavoratori posti in Cigs da Ilva in amministrazione straordinaria, anche con l'individuazione di ulteriori attività e/o percorsi formativi".

Mutuando un po' l'accordo di programma di Genova Cornigliano, dove i dipendenti Ilva sono già impiegati in lavori di pubblica utilità, i lavoratori tarantini lanciano una proposta simile con un duplice obiettivo: integrare il reddito della cassa integrazione e non rimanere inoperosi per un periodo di tempo che, allo stato, è indefinito. La comunicazione che lunedì scorso ha inviato loro l'amministrazione straordinaria dice infatti che sono collocati in cassa a zero ore dal primo novembre e che, di conseguenza, non possono più accedere sul loro posto di lavoro, anche perchè gli è stato disattivato il badge di ingresso in fabbrica.

Nulla dice la comunicazione aziendale circa un eventuale reimpiego di questo personale. Si sa solo che una parte, si stima circa 300, potrebbe essere impiegata nelle attività di bonifica che effettueranno i commissari Ilva con le risorse della transazione Riva - bonifica che non riguarda il perimetro produttivo dell'acciaieria di competenza, invece, di Mittal - ma su questa attività non ci sono per ora particolari.

 

(Fonte: rete)



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