15/03/2019 09:24:11 - Provincia di Taranto - Attualità

I rilevamenti nella masseria Carmine, a 2 km da stabilimento ArcelorMittal, dove nel 2008 furono prelevati per essere abbattuti 600 capi di bestiame contaminati dalla diossina

 

Nella masseria Carmine di Taranto, sita a 2 chilometri e 200 metri dello stabilimento siderurgico ArcelorMital (ex Ilva) di Taranto, è stato registrato «un incremento considerevole delle deposizioni di diossine, furani e Pcb negli ultimi mesi del 2018»: 10,68 picogrammi su metro quadro die a luglio, 8,49 picogrammi ad agosto, 13,17 picogrammi a settembre e 27,3 picogrammi a ottobre. Sono dati rilevati dal deposimetro dell’Arpa, rivelati oggi nel corso di una conferenza stampa dal consigliere comunale ed ex allevatore Vincenzo Fornaro (titolare della masseria Carmine, dove nel dicembre del 2008 furono prelevati per essere abbattuti 600 capi di bestiame contaminati dalla diossina), Alessandro Marescotti, Fulvia Gravame e Luciano Manna di Peacelink.

Mancano i dati relativi alle analisi delle deposizioni di novembre e dicembre. A ottobre dello scorso anno, dunque, è stato rilevato un valore di diossine di 27,3 picogrammi mentre la media su dieci mesi è stata di 7,06. Gli ambientalisti fanno presente che «in Germania la media annua concessa per le deposizioni di diossine, furani, PCB dioxin like nelle aree di pascolo è di 4 picogrammi/m2 die. I dati delle deposizioni della masseria Carmine superano nettamente i valori tedeschi. Vogliamo andare avanti nella conoscenza dei dati e il prossimo passo sarà quello di acquisire in particolare i valori di diossina dei vari deposimetri all’interno dell’Ilva. Siamo solo all’inizio, la nostra azione - concludono - andrà avanti, nessuno ci fermerà».

LE PAROLE DI BONELLI (VERDI) - «I dati di Arpa Puglia mensili della diossina a Taranto sono estremamente preoccupanti, ed in particolare nel deposimetro di masseria Carmine: tra il mese di gennaio e l’ultimo mese disponibile di ottobre 2018 si registra un aumento pari al 2050 per mille, ovvero 20,5 volte di più». Lo dichiara Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi, commentando i dati di Arpa Puglia diffusi oggi dagli ambientalisti. «Sono pubblici - aggiunge Bonelli - grazie all’accesso agli atti fatti dai consiglieri comunali di Taranto Vincenzo Fornaro e Massimo Battista, ed indicano che dentro lo stabilimento Ilva negli ultimi 4 mesi si sta verificando un’emissione di diossina fuori controllo. Siamo arrivati ad una situazione simile a quella del periodo 2008-2009, dove le concentrazioni erano simili a quelle che si registrano oggi, e che portarono all’abbattimento di capi di bestiame contaminati». L’esponente dei Verdi critica poi l’atteggiamento del «M5S, che con i suoi consiglieri regionali lancia l’accusa di allarmismo e di strumentalizzazioni politiche contro chi denuncia l’aumento dei livelli di diossina certificati da Arpa. Possiamo seriamente affermare che il cambiamento antropologico dei pentastellati è ormai un caso di scuola: da coloro che denunciavano tutto e tutti e che volevano la chiusura dell’Ilva, sono passati ad interpretare lo stesso ruolo di quelli che quando erano al governo venivano criticati da loro che erano all’opposizione». Nessuna parola «da parte del M5S - conclude - sulla necessità di modificare l’Autorizzazione integrata ambientale e l'addendum, nessuna volontà di scoprire le cause di questi picchi di diossina e chiedere una cosa semplice come il funzionamento dei filtri».



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