31/03/2019 11:12:56 - Maruggio - Attualità

C’è chi è favorevole e chi invece sostiene che gli aiuti dovrebbero servire a finanziare solo le cure ai cani

 

Il provvedimento deliberato dall’Amministrazione di Maruggio (rimborso Tari per chi adotta un cane di proprietà del Comune, rinchiuso in due specifici canili), ha aperto un dibattito a distanza. C’è chi lo ha salutato favorevolmente e chi invece ha espresso delle perplessità.

Noi abbiamo intervistato alcuni presidenti e volontari di associazioni che combattono il randagismo nel nostro territorio e raccolto le loro dichiarazioni in merito alla delibera del Comune di Maruggio.

Il presidente dell’Anta onlus di Sava, Francesco Spagnolo, ci ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:

«Andrebbe strutturata diversamente, nel senso che ritengo sia sbagliato prevedere come agevolazione lo sgravio sulla Tari, come qualsiasi altra tassa comunale che va a beneficio della persona e, pertanto, costituisce una manovra “pericolosa”. Sarebbe opportuno prevedere aiuti rivolti solo ed esclusivamente alla cura e al mantenimento dell’animale.

In questo modo si scremerebbero le richieste “sane” da quelle mirate solo al risparmio sulla Tari, a discapito del cane. Vorrei precisare che chi adotta un cane dal canile, se cucciolo, lo adotta con il solo primo vaccino trivalente (senza richiami), quindi a suo carico vi sono i primi richiami da fare subito dopo (entro i 15-21 giorni dal primo vaccino), altrimenti viene vanificato anche quel primo vaccino, oltre a tutti i richiami annuali, sterilizzazione, antiparassitari, sverminazione, eventuali interventi chirurgici ordinari o straordinari e così via... Per tutta la vita del cane.

Se adotta un cane adulto, tutt’al più sarà sterilizzato, ma dovrà rifare tutte le vaccinazioni, oltre a tutto quello indicato prima per il cucciolo.

Sarebbe opportuno, quindi, prevedere un budget X per tutte queste spese riferite al cane in questione, in convenzione con uno o più veterinari indicati dal Comune. In questo modo il potenziale adottante che ha cattive intenzioni non può sfruttare questa iniziativa per scopi personali. I controlli non dovrebbero essere delegati ai volontari poiché non sono pubblici ufficiali: sarebbe giusto che questi siano fatti di concerto con gli agenti della polizia locale del Comune di riferimento. La nostra è una critica costruttiva, non demolitiva. Pensiamo che se una cosa deve esser fatta male, meglio non farla. Ne vanno di mezzo gli animali».

Su questo provvedimento abbiamo ascoltato anche il parere della presidente dell’associazione di Torricella “I randagi di Pluto”, Amalia Nastase, che invece accoglie positivamente questa decisione del Comune di Maruggio.

«Per me é una buona iniziativa e, conoscendo il sindaco di Maruggio, so che lui e gli altri amministratori faranno un buon lavoro. Non affideranno, ovvero, i cani al primo arrivato comunque. Faranno affidamento su una associazione, come la nostra, e finché si continua a fare visite pre e post-affido va bene. Sicuramente su 100, 70 saranno invogliati all’adozione del cane perché allettati dal rimborso della tassa, ma ci saranno 30 che lo faranno con le intenzioni giuste, magari avendo già l’intenzione di adottare un animale e comunque sfruttando questa occasione. Finché ci saranno i controlli post-affido, va benissimo, anche perché la zona si conosce e la mentalità la sappiamo, in quanto non sempre si tengono i cani tanto bene.

Per noi delle associazioni, come anche per l’associazione che rappresento io, é importate tirar fuori i nostri amici da quelle gabbie».

La volontaria autonoma Dora Lucarelli di Manduria ha così risposto alla nostra intervista  :

«Certamente, se è per il bene dei nostri amici, io sono molto favorevole a questa iniziativa. Vogliamo i canili vuoti, sterilizzazioni e tutto quello che può essere il bene degli animali di tutti, non solo cani e gatti. Anch’io penso che ci sarà uno sfruttamento della situazione. Mai, dunque, fidarsi. Ci vorranno i controlli nel tempo e senza preavviso. La gente, quando si parla di soldi, farebbe di tutto, ma si parte dal presupposto che il cane o il gatto deve essere un componente della famiglia, tenuto con tutte le accortezze e in casa. Non, invece, in campagna da solo, non legato, non lasciato uscire da solo per strada.

In Svizzera o in Germania, l’animale é un componente della famiglia e quando lo si possiede bisogna anche pagare una tassa annuale in base al cane e per certe razze bisogna fare anche dei corsi. Discorsi che in Italia non si fanno ancora.

Sarebbe bello che alcuni vecchietti rinchiusi nel canile da chissà quanti anni finissero la loro vita con l’amore di una famiglia. Io sono una volontaria sul territorio che va d’accordo con tutti, senza fare guerra con nessuno. Ho solo l’interesse per i nostri amici a 4 zampe per il loro bene. Nel mio piccolo cerco di essere disponibile. Nessuno deve approfittarne perché la gente è molto egoista: ti cerca quando ha bisogno, poi ti disprezza per quello che fai».

L’obiettivo di tutte le associazioni é comunque quella di trovare una famiglia ai randagi presenti nelle strutture citate dal sindaco di Maruggio, ma anche di altre strutture che ospitano i nostri amici a quattro zampe. La delibera é comunque ben accetta dalle associazioni, anche se ci delle perplessità in merito che sicuramente saranno chiarite nel tempo.

 

Viviana Baldari

 



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