10/07/2019 08:19:41 - Provincia di Taranto - Attualità

Conseguenza del dissequestro negato dal gup in seguito a provvedimento dopo morte di operaio nel 2015

 

La Procura di Taranto ha disposto l'avvio delle operazioni di spegnimento controllato dell'Altoforno 2, uno dei tre dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal, ex Ilva. Il provvedimento è la conseguenza, quasi scontata, del rigetto da parte del gup tarantino, Pompeo Carriere, della istanza di dissequestro dell'Altoforno avanzata dagli amministratori dell'ex Ilva dopo il sequestro preventivo disposto nell'ambito delle indagini sull'incidente costato la vita nel 2015 all'operaio Alessandro Morricella: l'uomo perse la vita travolto da una colata incandescente.

All'epoca, anche in forza di uno dei decreti legge Ilva (poi impugnato dinanzi alla Corte costituzionale) fu concessa all'azienda siderurgica la facoltà d'uso dell'Afo 2. Nel corso dell'udenza preliminare è stato accertato, dai tecnici nominati dallo stesso giudice, che l'azienda non avrebbe adempiuto alle prescrizioni per la messa in sicurezza dell'impianto.

n seguito al rigetto del gup, emesso non più tardi di due giorni fa, è pertanto tornato in vita l'originario sequestro preventivo: da qui la comunicazione della Procura jonica ad Arcelor Mittal - nel frattempo subentrata nella gestione del siderurgico - di avvio delle operazioni di spegnimento.

Ciò non significa una disattivazione dall'oggi al domani (in quanto impossibile) dell'impianto, ma l'avvio di un cronoprogramma che porti allo spegnimento di Afo 2. Non è da escludere, però, che Arcelor Mittal e i commissari Ilva trovino una intesa avanzando una richiesta alla magistratura jonica per adempiere agli adeguamenti di messa in sicurezza dell'impianto.

 



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