domenica 31 maggio 2020

22/05/2020 10:55:54 - Provincia di Taranto - Attualitą

I parenti dei pazienti si oppongono fermamente allo spostamento dei loro congiunti, almeno fino al termine dell’emergenza

«Una ventina di pazienti della RSA di Torricella saranno costretti, nelle prossime ore, a lasciare la struttura per consentire l’esecuzione di lavori. Una decisione improvvisa e assurda in questo periodo di emergenza per la pandemia in atto: i ricoveri in eventuali altre strutture sono infatti bloccati».

Un gruppo di familiari di pazienti della RSA di Torricella, gestita con grande professionalità dalla coop “Nuova Luce”, lancia un appello alla Asl di Taranto, proprietaria della struttura.

«Da quel che abbiamo appreso, la Asl riterrebbe più opportuno optare per la prosecuzione dei lavori all’interno della RSA, con la conseguente dimissione forzata di una parte dei pazienti, piuttosto che assicurare una continuità terapeutica-assistenziale in un momento di importante emergenza sanitaria» rimarcano i familiari di alcuni pazienti. «Tale orientamento, in questa fase in cui il rischio per la salute psico-fisica è elevatissimo, appare una violazione del diritto alla salute, che verrebbe inevitabilmente sacrificato a vantaggio di aspetti di altra natura».

Per comprendere meglio tutta la vicenda occorre compiere un salto indietro. Sino a non molto tempo fa, nel pieno rispetto delle norme vigenti, nella struttura erano ospitati tre pazienti in ognuna delle stanze, peraltro ampie e confortevoli. Pare poi che, a seguito di un esposto, la Asl abbia deciso di intervenire per eseguire dei lavori di adeguamento nei tre moduli della struttura. In un modulo tali lavori sono già stati ultimati da tempo. Ora i lavori dovrebbero riprendere.

Chiudendo uno degli altri due moduli e dovendo rispettare l’indicazione della presenza di non più di due pazienti per stanza, inevitabilmente non ci sarebbe più spazio per circa venti pazienti, ovvero un terzo dei ricoverati. Per la scelta dei pazienti da dimettere in maniera forzata al momento vi è una sola indicazione: sarà garantito il ricovero ai pazienti affetti dal morbo di Alzheimer.

Coloro che saranno dimessi dovranno rinunciare ad essere seguiti da uno staff che, con estrema competenza e abnegazione, è riuscito ad evitare che il Covid 19 contagiasse i propri ospiti, benché proprio a Torricella si sia sviluppato il primo focolaio in Puglia.

Si è effettuato, infruttuosamente, un tentativo di raggiungere un accordo per il trasferimento dei pazienti in surplus in una struttura che opera a Mottola. I venti pazienti, affetti comunque da patologie importanti, saranno quasi certamente costretti a rientrare nelle proprie abitazioni, senza poter più disporre di una assistenza sanitaria costante.

Ecco, quindi, il giustificato appello dei familiari.

«Perché non rinviare i lavori al termine della pandemia, consentendo in tal modo ai familiari di trovare delle valide soluzioni alternative?».




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