lunedì 30 novembre 2020

07/11/2020 11:49:43 - Provincia di Taranto - Attualità

L’avv. Maria Antonietta D’Elia (Aiga): «Vanno adottati rimedi organizzativi»

«Una serie di inefficienze stanno interessando l’organizzazione delle udienze dinanzi agli Uffici dei Giudici di Pace. Comprendiamo le difficoltà legate al periodo emergenziale che stiamo vivendo, ma tali criticità mortificano gli avvocati».

Maria Antonietta D’Elia, presidente della sezione tarantina dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati, scrive al presidente del Tribunale di Taranto e, per conoscenza, al presidente dell’Ordine degli Avvocati di Taranto per segnalare una serie di disagi che vanno verificandosi frequentemente soprattutto presso gli Uffici dei Giudici di Pace.

«Sono giunte numerose doglianze in merito alla impossibilità da parte degli avvocati di acquisire notizie tempestive ed esatte circa la calendarizzazione delle udienze civili e penali dinanzi ai predetti Uffici Giudiziari: per quanto concerne i procedimenti civili, è stato da più parti segnalato come spesso non vi sia corrispondenza tra la data di rinvio riportata sul sito relativo ai Servizi Online Giudice di Pace (https://gdp.giustizia.it/sigp/?idufficio=0730270150) ed il calendario trasmesso dalle cancellerie del Gdp all’Ordine degli Avvocati di Taranto e pubblicato sul relativo sito; tale anomalia risulta spesso non superabile mediante richiesta di informazioni per le vie telefoniche a causa del noto sovraccarico delle linee degli uffici in questo periodo il che costringe, in definitiva, gli avvocati a recarsi personalmente presso le cancellerie per verificare la esattezza del rinvio» scrive nella lettera l’avv. Maria Antonietta D’Elia.

«Analoga criticità, sempre con riferimento alla gestione delle udienze dinanzi ai Giudici di Pace, è stata segnalata in merito alle modalità di comunicazione dei rinvii d’ufficio delle udienze penali, sovente affissi presso gli Uffici Giudiziari senza l’osservanza di un congruo termine di preavviso che consenta agli interessati di programmare la propria agenda professionale. Anche in questo caso gli avvocati, spesso muovendo anche dalla provincia, sono costretti a recarsi inutilmente presso gli Uffici del Giudice di Pace per poi constatare la mancata celebrazione dell’udienza.

Ebbene, sia consentito rilevare come simili criticità non solo appaiono mortificanti per coloro che ne subiscono le ricadute ma, oltretutto, contrastano con le stesse buone norme che regolano l’afflusso nei pubblici uffici finendo per vanificare le esigenze sottese al generale divieto di assembramenti presso gli Uffici medesimi.

Del pari devono purtroppo segnalarsi alcune spiacevoli prese di posizione provenienti da una parte del personale di cancelleria che, nonostante l’assenza di code e/o di qualsivoglia forma di assembramento, non ha consentito ad alcuni avvocati l’ingresso all’interno della cancelleria per l’espletamento di adempimenti connotati da carattere di urgenza motivando il rifiuto in ragione della mancata “prenotazione”. A tal proposito appare opportuno rilevare che lo strumento della prenotazione ha quale finalità primaria quella di regolare e monitorare l’affluenza degli operatori di giustizia all’interno del Palazzo di Giustizia in un’ottica di contenimento epidemiologico e, solo in seconda battuta, quella di favorire una più ordinata gestione dell’attività da parte del personale  amministrativo con la conseguenza per cui il rifiuto incondizionato e tout court di fornire una semplice informazione o di accettare un deposito appare quantomeno opinabile; vieppiù che, laddove il rifiuto abbia ad oggetto un’attività urgente e/o prossima alla scadenza, esso si rivela ancora più irragionevole se non del tutto arbitrario.

E’ opinione della scrivente associazione che la introduzione delle inevitabili quanto condivisibili restrizioni che caratterizzano l’attuale accesso e  frequentazione dei locali di giustizia da parte degli avvocati possa rivelarsi in concreto inadeguata ove non accompagnata da ulteriori e contestuali misure volte alla prevenzione del rischio di contagio: tra queste la installazione di un termo-scanner all’ingresso dei locali e, soprattutto, la previsione di una accurata sanificazione degli ambienti da eseguirsi ciclicamente e comunque con la maggiore frequenza possibile. 

Sensibile nei confronti delle legittime esigenze provenienti da tutte le posizioni, Aiga Sezione di Taranto auspica che la gestione della fase emergenziale ,che si prospetta ancora lunga e difficile, sia guidata dal buon senso e dal profondo rispetto dei ruoli, confidando che la classe forense sia posta nelle condizioni di continuare a svolgere il proprio lavoro con dignità e decoro.

Il direttivo della sezione Tarantina dell’AIGA rinnova la propria disponibilità a collaborare fattivamente – come accaduto sin’ora  - ed a contribuire in ogni modo consentito dalla legge con il Suo Ufficio per il perseguimento di risultati sempre migliori, con l’augurio di veder superata e risolta ogni questione generata dall’emergenza mondiale in corso».




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