lunedì 30 novembre 2020

18/11/2020 09:52:15 - Salento - Attualità

Ma se la Puglia venerdì dovesse essere inclusa nelle zone “rosse”, la didattica in presenza sarebbe comunque limitata sino alla prima media

La battaglia sulla chiusura dell’attività didattica in presenza torna nelle aule della giustizia amministrativa.

Stamattina il Tar di Bari deciderà se confermare o meno la sospensione dell’ordinanza con cui, il 28 ottobre, la Regione

impose la Dad in tutte le scuole, scatenando la reazione di una parte dei docenti e del ministero dell’Istruzione.

La novità è che nel procedimento davanti alla Terza sezione, nato dal ricorso di un gruppo di genitori e di una associazione di consumatori di Lecce, si sono costituiti – oltre che ministero e Regione – anche altri due soggetti. Da un lato c’è un gruppo di genitori di Taranto favorevoli all’ordinanza di Emiliano, dall’altro un’associazione sindacale di insegnanti che si oppone. Lo stesso Emiliano ha chiesto di poter parlare in camera di consiglio, procedura inusuale nelle aule della giustizia amministrativa.

Ma lo scontro tra famiglie (quelle che hanno presentato il ricorso e quelle che si sono costituite con l’avvocato Anna Chiara Vimborsati) è rappresentativo del clima che si respira intorno a questa storia, una decisione che ha spaccato la Puglia.

Ma, anche se la Regione dovesse ottenere la revoca del decreto cautelare che ha sospeso l’ordinanza del 28 ottobre, la chiusura dell’attività didattica in presenza durerebbe solo fino a martedì (è la data di scadenza originaria). E dunque, a quel punto, sarebbe inevitabile un nuovo provvedimento.meno che non arrivi l’intervento da parte del governo, con l’inclusione della Puglia in «zona rossa»: questo comporterebbe anche la chiusura totale delle scuole.




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