giovedì 17 giugno 2021

15/02/2021 17:52:01 - Provincia di Taranto - Attualità

«I consulenti hanno rappresentato, in modo del tutto falso, dati di fatto incontestabili, escludendo che l’impronta della diossina fosse quella della fabbrica mentre lo era»

L’attività di un paio di consulenti della Procura, che figurano tra i rinviati a giudizio, «è stata concordata e orientata in favore di Ilva. Taranto è stata venduta alla grande industria. I consulenti hanno rappresentato, in modo del tutto falso, dati di fatto incontestabili, escludendo che l’impronta della diossina fosse quella della fabbrica mentre lo era».

Lo ha sostenuto oggi il sostituto procuratore Mariano Buccoliero durante la requisitoria nel processo chiamato «Ambiente Svenduto» per il presunto disastro ambientale causato dallo stabilimento negli anni della gestione della famiglia Riva. Il pm ha citato i due nomi dei consulenti: uno è attualmente a giudizio dinanzi alla Corte d’Assise, mentre l’altro è stato giudicato con rito abbreviato e nei suoi confronti la Cassazione ha dichiarato il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per il reato di falso ideologico. Nel processo sono imputate 47 persone e 3 società. Mercoledì prossimo dovrebbero arrivare le richieste di condanna.

Il pm oggi ha sostenuto in udienza che «Fabio Riva (ex amministratore dell’Ilva, ndr) era al corrente dei lavori dei consulenti della Procura e sapeva come questi avrebbero concluso i loro lavori in merito a quantità e profili della diossina. Tant'è che manifesta dubbi sull'incidente probatorio chiesto dalla Procura. Ma poi viene rassicurato. Il comportamento dei consulenti risulta gravissimo perché avevano il dovere di bloccare questo mercimonio»







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